Associazione Morituri Anonimi

Un altro libro che avevo in lista da moltissimo tempo era uno di quei graziosi volumetti di Iperborea, dal formato inconfondibile. Piccoli suicidi tra amici, di Arto Paasilinna, è stato una vera rivelazione, uno di quei romanzi che ti toccano nel profondo al momento più opportuno.

Si è trattato di una piacevole lettura estiva, quantomai azzeccata per la stagione, perché il tema portante di tutto il romanzo è il viaggio. Un gruppo costituito dai più diversi ceti sociali decide di partire per un ultimo viaggio prima di suicidarsi. Ognuno di questi personaggi è in qualche modo stanco della vita, ognuno con le sue sacrosante ragioni, e prima di percorrere il viaggio definitivo, che è la morte, sceglie di spostarsi lungo un itinerario strampalato che toccherà varie nazioni europee, la Finlandia, la Norvegia, la Germania, la Svizzera, il Portogallo. Un viaggio per certi versi rischioso, ma cos’hanno da perdere? La vita?

Sotto molti punti di vista si tratta di un romanzo corale, dove risulta assolutamente imprevedibile la direzione che prenderà ciascuno dei protagonisti. La storia nella sua tragicità viene narrata con sferzante ironia introducendo elementi di critica alla società finlandese e a quell’ordine precostituito dal quale i nostri “amici” stanno cercando di fuggire. Quello stesso ordine che ha contribuito ad alimentarne le tendenze suicide. Come viene ripetuto a più riprese, chi se non un finlandese ha il diritto di scherzare sulla morte? In fondo è proprio la Finlandia uno dei paesi europei con il più alto tasso di suicidi al mondo.

Paasilinna scrive un romanzo che pare una tempesta. La ricchezza degli avvenimenti, l’imprevedibilità degli stessi (in gran parte dovuta al fatto che i personaggi sembrano sfuggire alla penna dello scrittore e fare di testa propria) e l’assoluta dinamicità contribuiscono a creare un’opera estremamente godibile e di facile lettura. Anche leggere i nomi delle località scandinave viene (quasi) naturale.

Uno potrebbe pensare che la quantità di personaggi coinvolti possa rendere la lettura più complicata, ma in realtà non è così. L’insieme del vissuto collettivo, che solo apparentemente è un’accozzaglia di luoghi comuni, si incastra come in un puzzle e rende completa e compiuta la trama del romanzo. Ogni personaggio è necessario, non c’è niente di superfluo. Grazie alle descrizioni minuziose e ricche di dettagli dei vari paesi attraversati dagli aspiranti suicidi viaggiamo anche noi, carichi di aspettative e in attesa di scoprire cosa i nostri beniamini si inventeranno nella prossima pagina, nel prossimo capitolo.

È un viaggio che si espande su due livelli. Uno è quello puramente geografico, l’altro è quello metaforico, perchè quello che decidono di intraprendere i Morituri Anonimi (come scelgono orgogliosamente di chiamarsi) è uno di quei viaggi che portano a un cambiamento interiore profondo. Cabiamento del quale, per certi versi, è partecipe anche il lettore.

Fate un salto anche voi sulla Saetta della Morte, ha tutti i comfort umanamente immaginabili!

-RadicalGing

 

 

2 pensieri su “Associazione Morituri Anonimi

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