Philip Pullman: anche i bambini pensano

Ottobre ha segnato il grande ritorno sulla scena di uno dei grandi autori della mia infanzia, Philip Pullman. Come forse saprete, in questi giorni è uscito La belle sauvage, il primo libro di una trilogia dal nome Il Libro della Polvere, edito in Italia da Salani. Su internet si trovano molte notizie contrastanti ma non si tratta di un prequel né di un sequel della celebre trilogia Queste oscure materie, bensì è un compagno, parallelo agli eventi narrati durante le avventure di Lyra Belacqua. La storia non sarà incentrata sulla protagonista della Bussola d’oro ma il personaggio che come me molti avranno imparato ad amare nella loro infanzia o adolescenza rivestirà un ruolo importante.

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Queste oscure materie è una trilogia che nel mio cuore ha un posto speciale. Per un bambino, si tratta di una lettura molto complessa, il cui sottotesto viene colto nella sua interezza e nelle sue sfaccettature solo una volta che si è un po’ più grandicelli. È questo uno dei motivi per cui i libri di Pullman restano apprezzabili dai più piccoli ai più grandi, perché presentano diverse chiavi di lettura che solo crescendo sei in grado di “sbloccare”. Non a caso l’importanza della crescita, del cambiamento è uno dei temi cardine dell’intera opera. Ed è uno dei motivi che mi hanno spinto ad amare così tanto i libri. Una definizione, associata alle avventure di Lyra, mi è rimasta particolarmente impressa da bambino. Era qualcosa del tipo “la Bibbia dei piccoli atei” ma, per quanto mi sforzi di ricordare, non riesco proprio a dare un volto al responsabile di questa affermazione o dove possa averla sentita.

Per certi versi è proprio così, ma affidarsi a una definizione simile sarebbe quantomeno riduttivo. Queste oscure materie non è una semplice critica alla religione, è piuttosto un voler gettare luce sulla realtà, e soprattutto sui rischi, dell’autoritarismo sia esso di matrice religiosa o politica, poco importa. Mi ricordo quanto venne osteggiato da gruppi religiosi il libro, soprattutto in America, e l’adattamento cinematografico de La Bussola d’oro (film peraltro che a guardarlo ti sanguinavano gli occhi per quanto era brutto). Ma in definitiva ci si appigliava a una interpretazione della trilogia limitata, per non dire un tantino ottusa.

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Pullman, quando la scrive, prende spunto dal Paradiso perduto di Milton. Solo che capovolge la situazione. Invece di lamentare la perdita dell’innocenza dopo la grande caduta si fa riferimento alla crescita (un evento gioioso, nulla di tragico) di una ragazzina che sfida un ordine antico, il Magisterium. E invece di un Dio onnipotente dipinge un creatore fragile, debole, l’Autorità. Poi ovviamente ci sono tutti gli elementi tipici di un fantasy: streghe, creature parlanti, daimon e altri esseri bizzarri. Ma sotto tutta questa fervida immaginazione ribolle l’amore adolescenziale di Pullman per Milton e la sua opera.

In molti hanno paragonato la trilogia ad altri lavori di altri scrittori. Si è parlato di Tolkien e del Signore degli anelli, si è parlato di Lewis e de Le cronache di Narnia. Ma rimane uno scrittore che sfugge al paragone, non si lascia incasellare facilmente. È quasi all’opposto de Le cronache di Narnia, che ha sempre molto criticato, e non ha assolutamente nulla a che vedere con Tolkien. Gli interessi alla base delle due opere e le loro fondamenta (Il Signore degli anelli e Queste oscure materie) sono differenti.

Molto si è detto di Pullman e molto se ne dirà, a maggior ragione con l’uscita del nuovo romanzo, ma quello che resta è la capacità di contribuire a una letteratura per ragazzi (ma non solo) che va ben oltre il puro intrattenimento e fa qualcosa di insolito, fa pensare.

-Davide

2 pensieri su “Philip Pullman: anche i bambini pensano

  1. Non sapevo che Pullman avesse criticato Lewis! Ma devo dire che, avendo letto sia Le Cronache di Narnia, che Queste Oscure Materie, capisco perfettamente perché lo ha fatto. Lewis ha una fede troppo acritica. E credo sia una caratteristica che Pullman mal può sopportare.
    Per quanto riguarda il suo fantasy: un libro bellissimo!
    Non so se lui si sia mai dichiarato ateo, ma l’impressione che ebbi leggendo il libro (l’ho letto poco prima dei 30 anni) è che si ponga più contro le religioni e i “sistemi totalitari”, come anche tu noti.
    Se potrò leggerò sicuramente la sua nuova saga (sperando sia nata per motivi artistici e non economici).
    Complimenti per l’articolo!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie per i complimenti! Da fanciullo ho amato molto Pullman e ancora adesso ha un grande significato per me.
      Anche a me piacerebbe leggere il nuovo libro, ma credo aspetterò un’edizione un po’ più economica.
      Considerando quanto tempo è passato da Queste oscure materie sono sicuro che la nuova trilogia sia nata per puro interesse artistico. 🙂

      Piace a 1 persona

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