La scomparsa di Agatha Christie: la vera Gone Girl

Disclaimer: a oggi sono stati pubblicati molteplici libri, articoli e biografie sulla scomparsa di Agatha Christie. Sono stati tratti film (Il segreto di Agatha Christie), ed episodi di serie tv (The Wasp and the Unicorn, Doctor Who). Questo post non vuole essere esaustivo e non vuole recare danno a nessuna persona citata.


Tutti, almeno una volta, ci siamo ritrovati nelle atmosfere accoglienti e calde dei libri della Duchessa della Morte. Ci siamo divertiti a leggere delle idiosincrasie dell’investigatore baffuto più celebre del mondo, Monsieur Poirot, o abbiamo riflettuto su come quella zitella adorabile di Miss Marple potesse risolvere tutti quei misteri. Insomma, tra una coltellata e qualche tazza di tè, ci siamo rincuorati, leggendo le ultime pagine, consapevoli che l’ordine naturale degli eventi era stato ricostituito.

Ma la vita non è un romanzo, e se lo fosse di sicuro non seguirebbe una trama ben precisa. Rimane infatti sconosciuto ai più, il grande mistero che avvolge la figura della scrittrice di gialli più tradotta e venduta al mondo.

Proprio il 3 dicembre 1926, la pace precaria tra Archibald Christie e sua moglie viene mandata in frantumi dall’ennesimo litigio. L’uomo lascerà Styles, la casa che porta lo stesso nome di quella del libro d’esordio della scrittrice, per raggiungere la sua amante e segretaria Nancy Neele.

[…] Una terribile sensazione di solitudine si era impadronita di me. Non credo di essermi resa conto che, per la prima volta in vita mia, ero davvero malata. […] non sapevo che l’infelicità, le preoccupazioni e il superlavoro possono intaccare la fibra più robusta. Ma un giorno rimasi molto turbata dal fatto che, dovendo firmare un assegno, non mi ricordavo più il mio nome […] «Che stupida! Ma certo che so come mi chiamo. Già, ma come?»

  • La mia vita, Agatha Christie, Mondadori, 1989

Poco tempo prima, Agatha aveva perso sua madre, Clara, figura di riferimento della sua infanzia dopo la morte del padre. Quando lei si ammalò, Archie decise di andarsene in Spagna, perché non poteva sopportare “malattia, morte e problemi” e, quando alla fine Agatha si trovò a dover sistemare Ashfield, la casa della sua infanzia, il marito restò a Londra, lasciando la moglie sola con il passato e i ricordi di una vita che ormai sembrava non appartenerle. Non c’è quindi da stupirsi se la scrittrice non riuscisse più ad avere contezza di sé, avendo esaurito le energie sia fisiche che mentali.

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Quindi, alle 21.45 di quel 3 dicembre, Agatha lasciò Styles a sua volta, dopo aver preparato un piccolo bagaglio, a bordo della sua Morris Cowley, che verrà ritrovata il giorno successivo, con i fari accesi, vicino a un piccolo lago, il Silent Pool, a Newlands Corner, nel Surrey. Dentro all’autovettura c’erano la sua pelliccia, il bagaglio con i suoi averi e una patente di guida ormai scaduta. La notizia si diffuse a livello internazionale.

Quasi 15.000 persone tra volontari, poliziotti, scout, cani da ricerca, sommozzatori e addirittura, per la prima volta nella storia, un aeroplano, vennero impiegati nelle ricerche. Da qui la trama si infittisce, perché versioni della stessa vicenda sono state raccontate per districare questo mistero.

Agatha scomparve per 11 giorni. Venne dragato il lago, vennero effettuate ricerche in lungo e in largo con aeroplani e con tutti i mezzi messi a disposizione, venne perfino consultata una medium, alla quale Arthur Conan Doyle portò un guanto della scomparsa, ma non si ottenne alcun risultato. Dopo giorni di ricerca Agatha fu rintracciata: la polizia aveva ricevuto una soffiata da parte di una cameriera dell’Hydropathic Hotel (ora Old Swan) a Harrogate. La donna disse che l’autrice era arrivata all’hotel il 4 dicembre, a bordo di un taxi, portando con sé solo una piccola valigia. Aveva firmato il registro dell’hotel sotto il nome di “Mrs. Teresa Neele of Cape Town”, usando il cognome dell’amante del marito.

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Tutti gli ospiti, poi interrogati, raccontarono di come la signora Neele fosse cordiale e amichevole, di come passasse le serate ballando il Charleston, giocando a bridge, conversando oppure facendo le parole crociate. Tra questi ospiti, molti avevano notato la somiglianza della signora Neele con l’illustre Agatha Christie. Uno di questi fu Bob Tappin, un membro della band dell’hotel, che ritirò la somma di 100 £ (una cifra  enorme, per l’epoca), messa in palio per ritrovare la scrittrice.

Dopo questa soffiata Archibald Christie venne scortato dalla polizia a Harrogate per il riconoscimento della moglie. Dichiarò poi ai giornalisti che Agatha aveva sofferto “la completa perdita di memoria” e che non era più “a conoscenza della sua identità“.

“La scrittrice Agata Christie, scomparsa dieci giorni addietro e ricercata febbrilmente attraverso tutta l’Inghilterra, è stata scoperta oggi nella Stazione termale di Harrogate, dove, sotto falso nome, faceva tranquillamente la cura delle acque. […] la Polizia chiamò ad Harrogate il colonnello Christie, marito della scomparsa. Egli identificò immediatamente la sua signora, con la quale, secondo i giornali, negli ultimi tempi, avrebbe litigato. L’esito della identificazione fu che il colonnello e sua moglie sedettero insieme a desinare.”

  • La Stampa, Torino, 15 dicembre 1926

La notizia rimbalzò su tutti i giornali, dando adito all’ipotesi che tutto quel trambusto fosse una trovata pubblicitaria per il suo libro uscito lo stesso anno, L’assassinio di Roger Ackroyd, ipotesi che poi lasciò spazio a qualcosa di più sconcertante.

Una volta che l’opinione pubblica venne a conoscenza dell’affaire di Archibald con la sua segretaria, della sua richiesta di divorzio, e di quelle strane lettere che erano state recapitate a lui e ad altre persone vicine ad Agatha, si iniziò a pensare che tutto fosse stato orchestrato dalla stessa Christie per incriminare il marito del suo tentato omicidio, cosa che lo avrebbe portato alla forca. Un’ombra di ricatti, accuse, negligenze e dolori quindi si alzò sul caso Christie.

Se siete curiosi, qui trovate il seguito dell’articolo, con le varie soluzioni (ipotetiche o meno)!

– Marco

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18 pensieri su “La scomparsa di Agatha Christie: la vera Gone Girl

  1. Da qualche mese mi sono appassionata alla scrittrice. Anche se ho potuto leggere solo due libri – Trappola per topi – Assassinio allo specchio – ho cominciato ad amare il suo stupendo stile.
    Il titolo di questo articolo mi ha attirato come non mai e l’ho letto tutto ad un fiato.
    Congratulazioni, mi sono venuti i brividi. 😀
    – Sophie Robin Kendrick

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