Doctor Who: anno nuovo, vita nuova

Anche per uno show dalla storia così ricca come Doctor Who, che conta ben 54 anni di franchise, il 2018 segna una svolta importante. Com’è ormai noto, il ruolo del Dottore, l’alieno dai due cuori ultra-millenario in grado di viaggiare nello spazio e nel tempo a bordo del TARDIS, diventa donna, o meglio si rigenera in una donna, Jodie Whittaker, che interpreterà il Tredicesimo Dottore. Questo cambiamento verrà introdotto da un nuovo showrunner, Chris Chibnall, ideatore e autore di Broadchurch, che già aveva scritto alcuni episodi di Doctor Who e che aveva co-prodotto Torchwood, spinoff della serie.

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Giusto questo Natale, con lo speciale Twice Upon A Time, abbiamo assistito alla tanto attesa rigenerazione e abbiamo visto i primi fotogrammi che vedono protagonista Tredici. Ma chi è il futuro volto del Dottore?

Jodie Auckland Whittaker è un’attrice britannica che ha studiato presso la prestigiosa Guildhall School of Music and Drama. Debutta inizialmente come attrice teatrale ma già nel 2006, un solo anno dopo aver completato gli studi, si getta nel mondo del cinema ed entra nel cast di Venus, di Roger Michell. Da qui in poi comparirà in numerosi film e cortometraggi (St. Trinian’s, Good – L’indifferenza del bene, Attack the Block – Invasione aliena, per citarne alcuni) e finirà anche sul piccolo schermo, in Wired, Black Mirror e Broadchurch, per esempio.

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Quando, il 16 luglio 2017, è stata annunciata come prossimo Dottore, la reazione dei fan non si è fatta attendere. Si sono create immediatamente due grosse fazioni, una è quella che gioisce del cambiamento e sostiene che era ora che il Dottore diventasse una donna e l’altra è quella che grida allo scandalo, forse un po’ melodrammaticamente. In entrambi i casi si sono viste posizioni un po’ estreme che lasciano poco spazio al saggio detto ‘chi vivrà vedrà’. La mossa di scegliere un’attrice per interpretare il Dottore forse è pura questione di marketing, forse no. Sia che si tratti di una scelta di questo tipo o semplicemente un casting ben curato Jodie Whittaker ha fatto un ottimo lavoro in Broadchurch e sono moderatamente ottimista su quello che verrà. Insomma, di doti artistiche ne ha a sufficienza per poter ricoprire un ruolo del genere. Senza poi tenere conto del fatto che, benché finora il ruolo sia sempre stato di prerogativa maschile, buttare in mezzo la questione della ‘tradizione’ in una serie che si fonda sul cambiamento è un’argomentazione un po’ debole (senza considerare che la possibilità che il Dottore diventasse donna in una delle sue rigenerazioni era già stata ampiamente ventilata).

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E speriamo che sia un bel cambiamento. Non me ne voglia chi ha amato le ultime stagioni ma dalla ottava in poi lo show sembrava la solita minestra riscaldata e i pochi episodi che, a mio parere, si salvavano erano quelli senza l’ingombrante presenza di Jenna Coleman, grandissima attrice, come Capaldi d’altronde, ma con un personaggio che più odioso non si può. E anche con la nuova stagione non si sono raggiunte chissà quali vette. Ciò va a favore della teoria secondo la quale Moffat sia uno sceneggiatore magistrale nel breve periodo e che nel tempo non riesca a reggere e a proporre contenuti di qualità pari a quelli iniziali (basti pensare a Sherlock, per dirne un’altra). Un cambiamento era qualcosa di dovuto, solo il tempo ci dirà se sarà in meglio o in peggio.

Pertanto sarebbe carino che un po’ tutti ci dessimo una calmata, abbassando i toni e lasciando spazio a un’attrice che non ha ancora nemmeno avuto il tempo di dare il suo contributo al programma. E ricordiamoci che ogni Dottore ha portato con sé una bella dose di critiche ma che, in accordo con lo spirito della serie, il cambiamento è sempre stato inesorabilmente accettato. Incrociamo le dita per un nuovo anno ricco di tante novità e che ci veda più inclini ad apprezzare le cose nuove. E poi, oh, se non piace nessuno costringe a guardare!

-Davide

6 pensieri su “Doctor Who: anno nuovo, vita nuova

  1. L’unica cosa importante sarà la sceneggiatura degli episodi. Confido in Chib sperando che porti un pò di freschezza nella serie e qualche nuova idea. Ogni autore ha avuto il suo marchio di fabbrica: il genio dei paradossi temporali di Moffat, l’umanità dei personaggi di Davies. Aspetto con impazienza di vedere la sua impronta. Che sia femmina o maschio poco importa, conta che sia il Dottore.

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  2. Simon Arrighi

    Da grande amante di Doctor Who sono contento del cambiamento, la nona e la decima stagione (a parte qualche episodio) vanno un po’ in riserva
    Quindi accolgo a braccia aperte il nuovo corso, avendo visto Broadchurch (ed avendolo apprezzato tantissimo) sono fiducioso
    Tra l’altro ho sentito che anche il bravissimo Murray Gold lascerà spazio ad un nuovo compositore.

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