#TolkienReadingDay: di Tolkien e lettura

Il 25 marzo è la giornata del cosiddetto Tolkien Reading Day, un’occasione per celebrare il maestro del fantastico, J.R.R. Tolkien e le sue opere. Ma qual è la storia di questa giornata? E cosa si cela dietro il personaggio dello scrittore?

Nel gennaio del 2002, sul The Post-Standard, un giornale locale di Syracuse, New York, viene pubblicato un articolo-proposta di Sean Kirst. Il giornalista sostiene, e a buon ragione, ma visto che il Signore degli anelli e Tolkien sono così amati e che già esiste un giorno (il Bloomsday) per celebrare un autore così apprezzato come Joyce perché non fare la stessa cosa per Tolkien?

Il suggerimento piacque così tanto alla Tolkien Society che decisero di istituire una giornata in onore dello scrittore e delle sue opere. In particolare, scelsero il 25 marzo perché questa data coincide, nella Terra di Mezzo, con la disfatta di Sauron, l’Oscuro Signore, e la caduta di Barad-dûr. Dal 2003 in poi perciò, si iniziò a organizzare una serie di eventi e letture tratte dalle opere di Tolkien, in giro per il mondo. E così è stato anche quest’anno, con il tema d’eccezione Casa e focolare: le molte vie per essere un hobbit (rozzamente tradotto dal sito della Tolkien Society).

J  R  R Tolkien

A proposito di casa, chi era Tolkien e com’era la sua famiglia? Per rispondere a queste domande dobbiamo fare qualche passo indietro. Il padre di John Ronald, Arthur Reuel Tolkien, era un impiegato di banca e, intorno al 1890, si trasferì in Sud Africa nella speranza di ottenere più facilmente una promozione. Lì venne poi raggiunto dalla moglie, Mabel Suffield, e sempre lì (dove per lì intendo Bloemfontein per la precisione) nacquero il nostro scrittore e il fratello minore Hilary. Del Sud Africa Tolkien ha pochi ricordi, perché già nel 1896, con la morte del padre, l’ormai ridotto nucleo familiare si vede costretto a ripiegare sulle West Midlands, luogo d’origine della famiglia materna.

Di nuovo in Inghilterra i tre si trovano tuttavia isolati dal resto della famiglia perché la donna si era convertita alla fede cattolica romana. Nel frattempo John Ronald si iscrive alla King Edward’s School e inizia a brillare per la sua conoscenza nel campo delle lingue, oltre che iniziare a crearne una di propria invenzione.

Nel 1904 la madre muore a causa del diabete, all’epoca non trattabile, e i ragazzi si vedono affidati alle cure di Padre Francis, che si occuperà del loro benessere fisico e “spirituale”.

Nell’autunno del 1911 Tolkien approda all’Exeter College, a Oxford, dove studia i classici, l’inglese antico, le lingue germaniche, il gallese e il finlandese. In questi anni si avvicina sempre più sentimentalmente a Edith, una ragazza che aveva conosciuto sotto l’egida di Padre Francis (che gli aveva proibito di contattare fino all’età di 21 anni) e che diventa presto una presenza inseparabile dei suoi anni al college.

Quando scoppia la guerra, a differenza di molti suoi coetanei, decide di continuare gli studi e solo successivamente si arruolerà. In concomitanza della sua partenza al fronte lui ed Edith decidono di sposarsi. È il marzo del 1916.

Durante la guerra continua a elaborare la sua lingua inventata e nel corso della vita bellica si ammala di febbre da trincea, motivo per cui viene congedato. Così torna in Inghilterra, dove trascorre il resto della guerra a capo di un avamposto. In questo periodo decisivo nascono anche i suoi primi due figli, John Francis Reuel (che si dedicherà poi alla carriera ecclesiastica) e Michael.

Dopo gli anni difficili della guerra la vita dell’uomo è tranquilla e interamente dedicata all’attività accademica e alla scrittura. La professione di docente ha inizio nel 1921, quando ottiene la cattedra di Lettere all’Università di Leeds. È in questi anni che inizia l’amicizia con C.S. Lewis e la sua frequentazione del circolo degli Inklings, un gruppo di amici letterati che condividono i propri scritti e li commentano a vicenda. Nel 1924 nasce il terzo figlio di Tolkien, Christopher e soltanto un anno dopo Ronald viene nominato professore di Filologia Anglosassone presso il Pembroke College di Oxford.

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Tolkien continua a sviluppare la propria mitologia e il proprio linguaggio e un giorno, correggendo dei compiti, su una pagina lasciata in bianco da uno studente, scrive d’impulso una frase, quella che farà d’apertura per l’incipit de Lo hobbit.

In una caverna sotto terra viveva uno hobbit.

Da lì in poi lo scrittore lavora alla stesura del romanzo. La forma incompleta del manoscritto capita nelle mani di una certa Susan Dagnall, una dipendente della casa editrice di George Allen e Unwin (che si unirà poi all’Harper Collins, nel 1990). La donna gli consiglia di finirlo e, una volta terminata l’opera, la presenta all’allora direttore della casa, Stanley Unwin. La storia lo convince a tal punto che Lo hobbit viene pubblicato (1937).

In seguito, Tolkien lavora a un’altra grande opera, il Silmarillion. Quest’ultima però non viene considerata appetibile da un punto di vista prettamente commerciale, così per il momento viene accantonata. Unwin, insistente, chiede allo scrittore di dare un seguito alla storia dello hobbit e Tolkien si vede costretto a cedere. Ma quella che crea non è più una storia per bambini, è un grosso tomo dai toni scuri ed epici, è Il signore degli anelli. La gestazione dell’opera dura ben sedici anni. Quando arriva finalmente completo nelle mani di Rayner Unwin (che si è occupato del supporto all’autore per tutti questi anni), si decide di pubblicare l’opera in tre parti, tra il 1954 e il 1955. Ci si aspetta una reazione tiepida da parte del pubblico.

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E invece sappiamo bene com’è finita. Il signore degli anelli diventa un vero e proprio cult, con milioni di fan per tutto il mondo, alcuni dei quali iniziano a rendere davvero difficile la vita di Tolkien. Tra telefonate nel pieno della notte e visite inaspettate, lo scrittore, dopo essersi ritirato dalla cattedra in Lingua Inglese e Letteratura Medievale che aveva ottenuto nel ’45 al Merton College, si trasferisce a Bournemouth con la moglie. I due lì spendono insieme gli ultimi anni della loro vita. La tomba che condividono nel cimitero di Wolvercote reca questa iscrizione:

Edith Mary Tolkien, Lúthien, 1889–1971

John Ronald Reuel Tolkien, Beren, 1892–1973

Lo scrittore, per la storia di Beren e Lúthien (da poco pubblicata per Bompiani) aveva tratto ispirazione dalla relazione con la moglie, e questi personaggi li accompagnano ancora adesso.

-Davide

N.B. Per informazioni più dettagliate sulla vita e le opere di Tolkien è possibile consultare il sito della Tolkien Society o il sito della Società Tolkieniana Italiana.

 

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