Heidi di Francesco Muzzopappa

Una delle attività che mi piace di più, e forse l’unico vero proposito letterario che formulo per l’anno nuovo è quello di spaziare il più possibile tra i generi. E questa volta la mia curiosità è caduta su un autore italiano, Francesco Muzzopappa, vincitore, con Dente per dente, del Premio Massimo Troisi 2017. Lo scrittore, che è anche copywriter, è arrivato al suo quarto romanzo, Heidi, pubblicato per Fazi Editore nella collana Le Meraviglie.

Ma chi è Heidi, oltre al personaggio dei cartoni animati? Per capirlo è necessario fare un passo indietro. Chiara Lombroso lavora come direttrice casting per un’azienda milanese, Videogramma, dove, un capo spietato, noto con l’epiteto di Yeti e che viene facile figurarsi come Ton di Aggretsuko (disponibile su Netflix), annuncia una serie di licenziamenti. Chiara, che finisce presto nel mirino dell’uomo e tenta disperatamente di creare nuovi format televisivi per salvare il posto, si trova ancora più sotto pressione quando il padre viene cacciato dall’ospizio in cui è ricoverato. La ragazza si trova così a dover gestire le sue ansie crescenti con un padre che a causa della sua malattia si ostina a chiamarla Heidi e a cercare caprette perdute tra i cassetti di casa.

È una storia da leggere tutta d’un fiato, che è capace di triggerare un moto costante di risate. È piena di riferimenti alla cultura pop e a quella letteraria, non a caso il padre di Chiara, è stato anche critico letterario sul «Corriere della Sera». Nel complesso, sembra quasi di “leggere” una serie tv, una di quelle che fanno ridere e allo stesso riflettere, senza troppe pretese.

È stato bravissimo. Abbiamo fatto gli esercizi, gli ho preparato da mangiare, abbiamo anche fatto conversazione…

Ah, gli faccio, posando la borsa sul tavolo. E cosa ti ha detto?

Che i pascoli sono la sua vita, che il «Corriere della Sera» è la sua vita e che mungere le capre è la sua vita.

Ma oltre a essere una storia moderna e divertente è anche un manuale che descrive la vita del perfetto lavoratore milanese. Chiara stessa, il romanzo è in prima persona, svela i segreti della schiscetta, del lavoro full-time e della vita urbana in città, tra grattacieli imponenti e persone dall’umore difficile. Il tutto descritto da immagini dotate di grande ironia e dai colori decisamente vivaci.

I buoni pasto di un milanese in pausa pranzo sono fatui, non durano nemmeno il tempo di strapparli, perché ovunque i prezzi sono troppo alti e i ticket restaurant sono pensati per coprire a malapena una colazione con brioche.

Ecco perché il lavoratore milanese non vede l’ora di fare l’aperitivo: è costantemente a digiuno e compensa il panino mangiato a pranzo con i trancetti di focaccia del buffet, bagnandoli con superalcolici di cui paga soprattutto la montagna di ghiaccio.

Heidi è una lettura leggera, perfetta per quei momenti in cui ci si vuole tirare su di morale, perché sono descritte situazioni così quotidiane e familiari, stress in primis, con un linguaggio e uno humour che rimettono ansie e preoccupazioni al loro posto. Una lettura da non sottovalutare.

-Davide

 

6 pensieri su “Heidi di Francesco Muzzopappa

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