Agatha Christie: il giro del mondo (in surf)

Non ci vuole certo una mente geniale per capire quanto la passione per il viaggio fosse importante per Agatha Christie e quanto il viaggiare abbia influenzato le sue opere durante il corso della sua vita. Snow upon the desert (La neve sul deserto), il suo primo tentativo con la scrittura, era ambientato in Egitto, dov’era stata nei primi anni ’20. Ci sono poi Delitto in cielo, Assassinio sull’Orient Express, Poirot sul Nilo, Miss Marple ai caraibi e il controverso Passeggero per Francoforte. Agatha viaggiò molto durante la sua infanzia, soprattutto per l’Europa, ma questi viaggi a confronto con quello del 1922 non sono nulla.

Il carismatico Maggiore Ernest Belcher era il vicedirettore della British Empire Exhibition (BEE) e conobbe Archibald Christie durante gli anni al Clifton College. Dopo la guerra, Belcher era stato nominato Direttore delle derrate vegetali (a quanto pare nella storia c’entra la sua passione per le patate) al Ministry of Food. Durante una cena con Archibald Christie, gli parlo del magnifico Grand Tour che il governo stava organizzando per promuovere la BEE e gli offrì di farne parte. Dopo la Guerra, la depressione e l’apatia divennero purtroppo parte della vita di Archie; il ritorno alla normalità lo aveva trasformato in un recluso, in ufficio dalle 9 alle 17 nella City, l’offerta che gli era stata fatta non poteva essere rifiutata. Era un giovane col bisogno d’azione, e proprio come ogni giovane, era povero in canna. Raccontò ad Agatha del progetto e dopo ore di riflessione, decisero di partire, con la scusa di passare un po’ di tempo libero alle Hawaii.

Il segno dei Tre – Da sinistra: Archie Christie, il Maggiore Belcher, un loro amico e Agatha.

Il Grand Tour sicuramente non partì nel migliore dei modi visto che Agatha si sentì male come mise piede sulla nave che li avrebbe portati in Spagna, trasformando quel ricordo in un incubo. Il Giro del mondo avrebbe fatto tappa in Sud Africa, dove la scrittrice entrò in contatto con le popolazioni locali e le loro usanze, tra le quali quella di scolpire animali in legno (c’è una famosa giraffa di legno in uno dei suoi libri, ricordate il titolo?). Salparono poi per l’India, per l’Australia, dove rimase impressionata dalle sconfinate fattorie e ranch, grandi quanto alcune contee inglesi. Il tour li portò infine in Canada, per poi fare ritorno alla madre patria. Le giornate erano riempite da visite agli insediamenti locali, pranzi con ambasciatori, partite a carte e l’inevitabile discussione con Belcher. Era il guastafeste del gruppo, sempre pronto a urlare e lamentarsi. Durante gli anni ’20 Agatha pubblicò il suo primo libro, Poirot a Styles Court e già aveva in mente di continuare a scrivere. Belcher insisteva sul fatto di dover essere citato in uno dei suoi libri, o almeno che lei basasse un personaggio su di lui. Molto presto il desiderio venne esaudito, ma non nel modo che si aspettava (riuscite a indovinare?).

Riposo sotto il sole. Agatha si gode il riposo in Australia.

Finalmente, dopo mesi spesi seguendo il protocollo, Agatha e Archie partono per le Hawaii. Le attività preferite della scrittrice sono bere cocktail, abbronzarsi sulla spiaggia (tanto che lei e il marito si ustionarono, e per dare sollievo al dolore, decisero di utilizzare la candeggina, un metodo che sconsiglio vivamente), mangiare banane e fare surf. A quanto pare Agatha e Archie furono tra i primi europei (forse lei fu la prima donna europea a fare surf in piedi) a fare surf alle Hawaii, insieme al Principe Edward.

Agatha, Archie & Fred. Fred was their surfboard in Honolulu, Hawaii. Together with Prince Edward they were the earliest European to surf standing still.
Agatha, Archie & Fred (la loro tavola da surf) a Honolulu, Hawaii. Insieme al Principe Edward, furono tra i primi europei a surfare in piedi.

Le vacanze però finirono. Dopo i giorni alle Hawaii, gli unici non pagati dall’organizzazione della BEE, decisero che per gestire le spese si sarebbero separati; Archie seguì il Tour in Canada, mentre Agatha andò a New York, a trovare i parenti paterni (il padre era americano). Le lettere descrivono molto bene la situazione di indigenza, raccontando che spesso l’unico pasto che consumava era la colazione, inclusa nel vitto.

Il Giro del mondo finì nel novembre del 1922. Il Maggiore Belcher si sentì sollevato sapendo di non dover più avere a che fare con ambasciatori e protocollo. Agatha e Archie comunque stavano per affrontare una crisi che cambiò le loro vite per sempre. Ma questa è un’altra storia, e ne abbiamo già parlato qui e qui.

Se questo articolo vi ha interessato e volete saperne di più, vi consigliamo di leggere Il Giro del Mondo, volume curato da Mathew Prichard, il nipote della scrittrice di gialli, una lettura imprescindibile per chi vuole sapere qualcosa in più sulla Regina del giallo.


PS:  Se ci avete seguito su Instagram e Facebook vi sarete resi conto che ci stiamo muovendo per organizzare una conferenza di una giornata su Agatha Christie, forse la prima di questo genere in Italia! Prima di rivelare tutti i dettagli, abbiamo bisogno del vostro aiuto. Abbiamo creato un questionario apposito per avere un’idea di cosa si aspettino le persone da eventi del genere. Trovate il questionario cliccando qui, è anonimo e dopo averlo compilato non riceverete altre comunicazioni, se non quando il tutto prenderà forma. Grazie mille in anticipo!

-Marco

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3 pensieri su “Agatha Christie: il giro del mondo (in surf)

  1. Pingback: #ReadChristie2019: una reading challenge col morto (quasi) – – Radical Ging –

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