Ursula K. Le Guin e la saga di Terramare

Quando si parla di letteratura di genere, tanto più se fantasy, ci sono ancora troppi pregiudizi. Che si tratti di chi ostinatamente continua a ritenere che il genere non sia letteratura (parlo di quell’atteggiamento del tipo “oddio, ma in questo libro ci sono i draghi?!”) o di chi confina la letteratura fantastica ad ambienti politici estremisti deformandone i tòpoi, poco cambia. Nella realtà dei fatti, i romanzi in questione attingono a canoni differenti dai romanzi di narrativa o dai classiconi che vengono fatti leggere a scuola, e questo è indubbio, ma non per questo hanno dignità letteraria inferiore.

Frugò nella memoria, sforzandosi di ricordare tutte le formule magiche e gli incantesimi che aveva imparato, in cerca di qualcosa che potesse dare a lui e ai suoi compagni un vantaggio, o almeno una qualche opportunità di cavarsela. ma il bisogno di per sé, non è sufficiente a scatenare il potere della magia. Ci vuole la conoscenza.

Il mago

Durante l’infanzia e l’adolescenza, anche dopo seppur in misura decisamente minore, ho letteralmente divorato una valanga di volumi di scrittori e scrittrici fantasy, da Terry Brooks a Margaret Weis e Tracy Hickman, da Tolkien a Ursula K. Le Guin. Proprio quest’ultima, scomparsa soltanto l’anno scorso, ha segnato la mia passione per la letteratura con la celebre saga di Terramare. Questo ciclo di volumi venne inaugurato per la prima volta con la pubblicazione, nel 1968, di A Wizard of Earthsea. Ed è proprio qui che nasce la storia di Ged, prima che diventi Arcimago dell’isola di Roke. Fino al 1972 la scrittrice visse nel mondo di Terramare pubblicando altri tre volumi, The Tombs of Atuan (1971), The Farthest Shore (1972) e Tehanu (1990). Nelle sue intenzioni originali dovevano essere gli ultimi volumi della saga tuttavia, qualche anno più tardi, nel 1998 per la precisione, decise di pubblicare una storia dal titolo Dragonfly, storia scritta dietro suggerimento di un certo Robert Silverberg, che aveva in mente di pubblicare un’antologia che custodisse al suo interno storie inedite di grandi autori del fantastico (Legends, 1998) con l’intenzione di far rivivere mondi amati dai lettori ma temporaneamente silenti. In seguito, curiosa di scoprire che fine avessero fatto i suoi personaggi, Ursula produsse una serie di racconti e un altro romanzo ambientati sempre nel medesimo universo, il romanzo era The Other Wind (2001). E in Italia? In Italia l’opera è stata dapprima ospitata dalla casa editrice Nord e, attraverso un percorso tortuoso che ha visto traduzioni operate da mani diverse e la rielaborazione di alcuni titoli, è infine approdata in Mondadori. Tutte le storie appartenenti alla saga sono state così raggruppate in un unico, imponente volume della collana Oscar Draghi, Terramare. Lo sforzo, che rende finalmente giustizia a una storia editoriale tribolata, regala al lettore un ‘esperienza di lettura unica, di più di mille pagine cartacee da leggere tutte d’un fiato.

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Ritracciando il percorso di pubblicazione delle opere originali, i titoli in traduzione all’interno del Drago sono, rispettivamente, Il mago (A Wizard of Earthsea), nella traduzione di Ilva Tron, Le tombe di Atuan (The Tombs of Atuan) e Il signore dei draghi (The Farthest Shore), nella traduzione di Maria Bastanzetti,  L’isola del drago (Tehanu), nella traduzione di Riccardo Valla e, per finire, I venti di Terramare (The Other Wind) e Le leggende di Terramare (Tales from Earthsea),  nella traduzione di Pietro Anselmi.

Una volta staccati gli occhi dalla grafica ammaliante della testa di drago che con il suo sguardo ipnotico campeggia al centro della copertina, si attraversa un portale, la copertina, che conduce al mondo di Terramare. Questo mondo, come suggerisce anche il nome, è dominato dall’acqua, e buona parte delle persone che lo popolano vivono nell’Arcipelago, un’insieme di isole che ospita popoli diversi tra loro per uso e costume. Su un’isola in particolare, l’isola di Gont, vive un ragazzino, Ged è il suo nome, un ragazzino molto dotato nelle arti magiche e che diverrà il mago più grande, secondo soltanto all’eroe delle leggende, ErrethAkbe.

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Prima edizione del primo volume della saga di Terramare

I romanzi della saga seguono le gesta di Ged, il classico eroe epico, un eroe che ricorda un po’ Odìsseo o altri personaggi della mitologia greca, per il suo legame nei confronti del mare e per l’irrequietezza tipica di chi è destinato a compiere grandi gesta. Ma la storia va oltre i canoni dell’epica e racconta qualcosa di più sottile della lotta tra bene e male. Ciascun elemento delle storie di Terramare non è lasciato lì casualmente, ogni parola, ogni avvenimento, ogni personaggio offrono una precisa chiave di lettura e per tradurre questa chiave spesso non è sufficiente fermarsi al primo strato di interpretazione, quello letterale.

Tu hai in te un grande potere innato, ma ne hai fatto un uso scorretto per operare un incantesimo sul quale non avevi alcun controllo, senza sapere in che modo tale incantesimo potesse influenzare l’Equilibrio di luce e buio, di vita e morte, di bene e male. (…) È l’ombra della tua arroganza, l’ombra della tua ignoranza, è l’ombra che tu proietti davanti a te. Può avere un nome, un’ombra?

Oltre all’acqua, un altro elemento dominante e centrale nella narrazione è la parola. Prima ho scritto una bugia, la prima vera storia ambientata nel mondo di Terramare non è esattamente Il mago. Nel 1964 Ursula Le Guin scrisse un racconto dal titolo (in traduzione) La parola dello scioglimento. Da qui si capisce già quale spessore ha il linguaggio nella storia. I maghi di Terramare non sono in grado di creare materia dal nulla, ma per ingannare l’occhio umano, per muovere i venti o per comandare un oggetto o una creatura parlano il vero Idioma, la lingua dei draghi, il vero nome di tutte le cose. Solo conoscendo il nome di qualcuno o di qualcosa si esercita un grande potere su questo qualcuno, o questo qualcosa. È perciò di vitale importanza saper utilizzare correttamente il linguaggio, non abusarne e custodire i nomi con cura.

Le storie di Ged, di Terramare, hanno ancora molto da dire e da insegnare. Come i nomi di tutte le cose mutano gradualmente nel tempo o sulla base della geografia terrestre così succede anche ai romanzi del ciclo, che raccontano qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, ogni volta che vengono lette le parole di Ursula Le Guin, soprattutto a distanza di anni.

-Davide

Un pensiero su “Ursula K. Le Guin e la saga di Terramare

  1. Credo di non essere il primo che nota notevoli analogie tra il ciclo di Earthsea e quello di Harry Potter
    In entrambi i casi un giovane magrolino viene raggiunto da un “uomo alto” che gli rivela la sua natura di MAGO e gli propone di frequentare la Scuola dei Maghi ecc; così GED LO SPARVIERO sta a Harry Potter come OGION IL TACITURNO sta ad Hagrid, come l’isola di ROKE sta al castello di Hogwarts, come l’Arcimago NEMMERLE sta al preside Albus Silente.
    Chi ha imitato chi? Basti pensare che IL MAGO è stato scritto 30 anni prima dei romanzi di J. K. Rowling.

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