#InViaggioconSur: storia di una colazione letteraria

I weekend indimenticabili sono quelli che iniziano con cibo a profusione e – perché no? – qualche bella storia. E questa è esattamente l’occasione che la casa editrice Sur ci ha offerto, invitandoci a partecipare alla colazione letteraria tenutasi all’hotel San Giors, in occasione del festival #InViaggioconSur, che ha portato a Torino un meraviglioso comitato di scrittori latino-americani.

#InViaggioconSur nasce precisamente come festival di letteratura latinoamericana, con lo scopo di far conoscere autori di una cultura a volte poco nota al pubblico italiano. E, dobbiamo ammetterlo, anche noi, con l’eccezione di qualche occasionale Sepúlveda e Arriaga, non conoscevamo bene il ricco panorama culturale dell’area in questione. Così, di fronte a una tavola imbandita e in compagnia di altri blogger, abbiamo chiacchierato con Vera Giaconi, Laia Jufresa e Eduardo Rabasa.

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Una prima conoscenza l’avevamo già fatta nei giorni antecedenti all’evento, leggendo le opere dei suddetti autori. Abbiamo dato una sbirciata a vivide istantanee di vita famigliare (Persone care di Vera Giaconi), abbiamo scoperto la dolorosa storia delle famiglie di un comprensorio di Città del Messico (Umami di Laia Jufresa), e abbiamo seguito le rocambolesche avventure di Fernando nel tentativo di ottenere l’ambita cintura nera (Cintura nera di Eduardo Rabasa). E, alla fine, abbiamo conosciuto le persone che si celano dietro ai manoscritti. All’incontro era anche presente Giulia Zavagna, traduttrice ispanista, che incidentalmente ha tradotto tutte e tre le opere.

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Il nostro simposio si è svolto in piena sintonia tra le parti. Gli argomenti trattati sono stati davvero tanti. Abbiamo dibattuto molto sul tema della visione della figura femminile in America del Sud, con particolare focus su Messico e Argentina. Una figura per molto tempo legata a valori “tradizionali” come quello dell’ambito domestico, in quanto guida del focolare e madre. Una figura che non è mai stata considerata molto come scrittrice. Ma una nota di speranza c’è, nonostante questa visione rigida e arcaica del ruolo della donna. Sì, perché, pur ricordando amaramente alcune esperienze personali, sono le stesse Giaconi e Lufresa a credere fermamente che un cambiamento sia in atto e che le cose stiano migliorando. Un segnale di forza di una letteratura che si proietta al di là del genere.

Tra una scodella di macedonia e l’altra abbiamo scoperto che la letteratura italiana è molto apprezzata in Sud America. Uno degli scrittori che più ha ammaliato Rabasa, che è anche editor e traduttore, è Claudio Magris. Ma Rabasa fa anche altri nomi, nomi che sono oggettivamente molto poco conosciuti qui in Italia.

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Scappa anche qualche aneddoto legato alla traduzione. E così veniamo a sapere che Laia Jufresa ha raccolto in un dossier tutte le domande più frequenti che i traduttori le hanno mai rivolto nel corso del tempo e che questo dossier ormai, lo consegna direttamente a chi si accinge a lavorare sulle sue opere. Una sorta di starter kit sul quale tutti vorremmo mettere le mani.

Ma si parla anche molto delle opere di questi autori. Di quanto la Jufresa abbia riversato in Umami, di come sia stata a tratti doloroso. Abbiamo parlato di Rincontro, l’ultimo racconto della raccolta della Giaconi, Persone care, e della sua inaspettata atmosfera magica, dopo una serie di storie molto legate alla quotidianità e alla sfera più classicamente famigliare. E abbiamo parlato del linguaggio sferzante di Rabasa e dei personaggi strampalati che popolano il suo romanzo. Di queste storie, ciascuna con un’anima unica e inimitabile, ne parleremo più approfonditamente nei prossimi giorni.

Tra una riflessione sulla letteratura e l’altra, siamo riusciti anche a strappare un autografo e a parlare di programmi televisi preferiti. Il perfetto coronamento di una mattinata luminosa è stato quello di comprendersi al di là della barriera linguistica, tanto che non è stato necessario l’intervento di un interprete. Nel complesso si è trattata di un’occasione irripetibile per conoscere un pochino di più una realtà culturale molto diversa e allo stesso tempo simile alla nostra. Un’occasione per conoscere una bellissima casa editrice e persone, oltre che scrittori, fantastiche.

-Davide&Marco

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