Il muretto di Céline Fraipoint e Pierre Bailly

Già un po’ di tempo fa, ormai, in libreria è tornato un graphic novel imponente, non tanto per il numero di pagine – sulle 280 – quanto per i temi trattati e l’universalità della questione. Il muretto di Céline Fraipoint e Pierre Bailly è un fumetto belga che è stato tra le prime pubblicazioni della casa editrice torinese Eris. Questo piccolo capolavoro è stato ristampato dai ragazzi che gestiscono la casa editrice.

I protagonisti della storia sono Rosie e Jo, due ragazzini nel pieno dell’adolescenza che affrontano la solitudine insieme, tra fumo e, soprattutto, dischi di musica new wave e punk. Rosie sta passando un momento difficile in famiglia, il padre è sempre via per lavoro e la madre li ha abbandonati per un altro uomo. Jo invece vive da solo, in un appartamento tutto suo, e spiega orgoglioso alla tredicenne che si arrabatta come può, senza dover chiedere la carità a nessuno. La musica sarà il collante della loro relazione, ancora di salvezza e linfa vitale così come lo è stata per molti altri giovani della generazione degli anni ’80.

Il muretto_1

Non conservo molti ricordi di quand’ero adolescente ma sono piuttosto sicuro che a tredici anni non avevo una vita così complessa come quella di Rosie. Ciononostante, al di là della storia personale della ragazzina e del lettore, il messaggio che passa è potente e universale. Come affrontare la solitudine? Come evitare di affogare quando attorno sembra che tutti ci abbandonino? È una situazione che prima o poi ci tocca tutti in diversa misura.

In questa burrasca di sentimenti ed emozioni il muretto è qualcosa di concreto, qualcosa a cui aggrapparsi. Il muretto è dove Rosie passa i pomeriggi con la sua migliore amica, il muretto è dove per la prima volta conosce Jo. È un punto di ritrovo ma è anche un simbolo di speranza e rinascita, da cui osservare il futuro all’orizzonte, o anche solo sognarlo.

Anche per questo la storia è molto più di una semplice esperienza adolescenziale, per quanto poi quello che ci capita da adolescenti possa essere semplice. L’angoscia, il dolore e la disperazione di Rosie trapelano dai disegni crudi e scuri, inframmezzati da baratri di inchiostro nero, dove la disperazione della ragazzina si fa più profonda. E anche la storia è cruda, un mattone emotivo difficile da digerire.

Il muretto_2

Il muretto è il manifesto perfetto per il mondo contemporaneo. Affamati di nostalgia come siamo, tra reboot, remake e easter eggs di serie tv e film, e disposti a vedere tracce del passato ovunque, questa storia ci riporta in una delle epoche più romanticizzate che siano mai esistite. Così guardiamo con affetto e con una punta di rimpianto gli strumenti analogici che compaiono nel fumetto, come i dischi che Rosie e Jo ascoltano e che tanto significano per loro. Ma è una nostalgia solo nostra, perché quello che gli autori fanno è scavare molto più in profondità del semplice contesto storico.

Se dovessi spingermi più in là direi che questo graphic novel entra a buon diritto nella lista di storie, romanzi e racconti che sono una lettura obbligata se interessa il cosiddetto genere di formazione. Una storia bella proprio perché cruda e reale e perché la musica fa da ponte tra l’immaginario e il mondo al di fuori delle pagine di carta.

-Davide

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