#SalTo19: XXXII Salone Internazionale del Libro di Torino, Il gioco del mondo. Programma, autori, eventi e rassegne.

La metà di aprile porta con sé la più bella delle notizie: il programma definitivo -in realtà in costante aggiornamento, consultabile sul sito del Salone – della XXXII edizione del Salone Internazionale del libro di Torino. La conferenza stampa si è tenuta al Teatro Espace, in uno spazio ampio gremito di persone.

Come di consueto, ad aprire le danze sono i ringraziamenti ai vari sponsor, ogni anno sempre più numerosi. Hanno parlato dal palco Giulio Biino, Presidente della Fondazione Circolo dei Lettori, Maurizia Rebola, Direttrice della medesima, Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Torino, la città del libro e, infine, il Direttore artistico del Salone, il nostro Nicola Lagioia.

A partire da quest’anno, saranno disponibili tre ingressi diversi e, per gli amici che arrivano dalla stazione del Lingotto, verrà montata una passerella che condurrà direttamente agli spazi espositivi. D’altronde non sarà un’edizione record solo per numero di ingressi ma anche per metratura. I visitatori avranno a disposizione ben 63.000 m² di libri e sale incontri. Queste ultime saranno circa 60, con la possibilità di contenere dai 40 ai 700 posti ciascuna.

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Al di là delle polemiche e delle criticità varie che hanno accompagnato e che accompagnano tuttora il Salone, è indiscutibile il ruolo di questa manifestazione a livello nazionale e internazionale nel panorama culturale. Pertanto si è parlato sì, del problema degli spazi espositivi, che non sembrano mai abbastanza, ma è evidente una forza motrice inarrestabile che è rappresentata dalla forza di chi ha sempre lavorato e fatto il tifo per la rassegna culturale italiana per eccellenza, torinesi in primis.

E questa rete internazionale di amicizie del Salone prende vita già dalle parole del Direttore, Nicola Lagioia. Parlando della vicinanza alla Francia, che l’anno scorso è stato paese ospite, ha definito Notre-Dame come “magnifico libro dell’umanità”. L’arte, ancora una volta, diventa indispensabile soprattutto quando ce la sentiamo mancare sotto i piedi. E nel contesto del gioco del mondo, tema di quest’anno, l’ospite non sarà una nazione specifica ma un’intera area linguistica, quella spagnola (come già rivelato alla scorsa conferenza). A tal proposito viene confermata la presenza de La Plaza de los Lectores, uno spazio interamente dedicato alla sopracitata area in cui troverà rifugio la libreria gestita da COLTI, il Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti.

Tre saranno i punti focali dell’inaugurazione di questa XXXII edizione. La sera dell’8 maggio si partirà con un evento dedicato a Leonardo Sciascia, a 30 anni dalla morte, con un testo curato da Christian Raimo e affidato alla regia di Veronica Cruciani. L’altro evento decisivo sarà la lectio di Fernando Savater. Lo scrittore spagnolo parlerà di identità culturale europea, parole di cui abbiamo un estremo bisogno. E poi… e poi il Bookstock Village, gestito dai giovani all’insegna di un ricambio dalla gerontocrazia italiana, verrà inaugurato dai genitori di Giulio Regeni, un incontro sull’importanza del dubbio e della ricerca della verità.

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Ma si parlerà in spagnolo per tutte le cinque giornate del Salone. Gifuni omaggerà due grandi della letteratura spagnola, Julio Cortázar e Roberto Bolaño. Neri Marcorè invece leggerà alcune pagine di Gabriel García Márquez. E poi Luis Sepúlveda, amico di lunga data del Salone, si confronterà con Giancarlo De Cataldo. Parteciperanno Enrique Vila-Matas, Alan Pauls, che già è venuto a Torino per la rassegna di #InViaggioconSur, José Muñoz, Nona Fernández e molti altri ancora. Ci sono anche gli immancabili omaggi come quello a Hector Oesterheld, autore de L’eternauta, o la lectio su Cortázar di Ernesto Franco.

Ma non si esaurisce tutto nella lingua spagnola. Anche quest’anno verrà nominato in fiera il Premio Strega Europeo e verranno presentati i cinque candidati: Katherine Dunne, David Diop, Robert Menasse, Marianna Salzmann e Ilja Pfeijffer. E non solo Premio Strega. Ci saranno Wole Soyinka, Premio Nobel 1986, Viet Thanh Nguyen, Premio Pulitzer 2016 e Colum McCann, vincitore del National Book Award 2009.  Dagli Stati Uniti arriva poi, nell’anno in cui l’autore avrebbe dovuto compiere cent’anni, il figlio di J.D. Salinger, Matt, che racconterà del padre.

Di autori che hanno a che fare con l’Italia avremo Claudio Magris, che festeggia una nuova pubblicazione proprio al Salone, Jhumpa Lahiri, che ha già fatto precedentemente visita al Circolo, Walter Siti, Michele Mari, Antonio Manzini, un altro Antonio, candidato al Premio Strega, Scurati, Edoardo Albinati, Mauro Covacich, anche lui nella dozzina dello Strega, Vanni Santoni, Teresa Ciabatti e molti altri ancora. Da segnalare anche un incontro con Paolo Rumiz, che ha viaggiato tra i monasteri d’Europa, e un intervento di Domenico Scarpa e Marco Malvaldi sulla coppia editoriale più celebre in Italia, Fruttero e Lucentini. Inoltre, ci sarà un’intera rassegna dedicata a Primo Levi, in occasione dei cent’anni dalla nascita. Prenderà il nome di Questo è un uomo, un ciclo di incontri dedicato all’essere umano e alla sacralità della vita e di tutte le esistenze.

Il Salone è anche pop. Moltissimi saranno gli incontri dedicati alla musica, al cinema, al fumetto (Zerocalcare, Igort, Leo Ortolani e Alessandro Baronciani sono solo alcuni dei nomi di chi sarà presente). E ovviamente non possono mancare gli incontri dedicati alle professioni dell’editoria, come la rassegna L’AutoreInvisibile che omaggia e racconta la figura del traduttore. Quest’anno saranno ospiti anche alcuni importanti editori spagnoli, statunitensi e tedeschi.

Uno spazio speciale troverà anche la scienza, in una serie di incontri che porrà in luce come le due aree, scientifica e umanistica, si siano incontrate e continuino a contaminarsi vicendevolmente. Quindi avremo Alberto Angela, Samantha Cristoforetti, Giacomo Rizzolatti, il neuroscienziato che ha scoperto i neuroni specchio, Luca Mercalli, Mark O’Connell, Guido Tonelli e una pletora di altre insigni personalità.

Insomma, anche quest’anno il Salone si dimostra una realtà innovativa e importante nel panorama culturale internazionale. Una realtà capace, nonostante le difficoltà, di reinventarsi continuamente, al contrario di quanti mettono al centro del discorso la polemica e non i contenuti.

-Marco & Davide

 

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