#OpereDiBottega: Enigma in luogo di mare

Siamo agli ultimi scampoli d’estate, agosto sta volgendo al termine e con esso le agognate vacanze. Anche questo mese abbiamo avuto per compagno un libro di Fruttero & Lucentini. Infatti, #OpereDiBottega, la challenge tutta dedicata al duo di scrittori e che ci accompagnerà fino a ottobre con la pubblicazione degli omonimi volumi nella collana I Meridiani, non va in vacanza.

Dopo le atmosfere magiche, gotiche e un po’ romantiche della Venezia anni ’80 de L’amante senza fissa dimora, si torna a leggere un poliziesco, genere in cui Fruttero & Lucentini eccellevano. Questa volta siamo negli anni ’90, nella pineta della Gualdana. Si tratta, se non l’avete ancora capito, di Enigma in luogo di mare.

Sarebbe stato troppo facile ambientare un romanzo del genere durante le lunghe e calde giornate d’agosto, quando quel lasso di tempo che va dalle dieci di mattina alle otto di sera sembra non passare mai. Le ore scandite da una passeggiata sul litorale, una nuotata nell’acqua cristallina, la consapevolezza che l’estate sta finendo ma che ancora si può godere della salsedine e del calore. Invece no, come da tradizione.

Perché Fruttero & Lucentini decidono per la bassa stagione. Anzi, proprio per il pieno inverno, nei giorni di Natale (“Mammeglio!” che in questo caso potrebbe equivalere a un’espressione dialettale colorita e dal suono di “Ma guarda un po!”).

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A destra la prima edizione del 1991, a sinistra la nuova edizione Mondadori con la postfazione di Marco Malvaldi.

Pubblicato per la prima volta nell’ottobre del 1991, Enigma in luogo di mare ha come protagonista un insieme di personaggi che gravitano proprio intorno alla pineta della Gualdana, un luogo ispirato a Castiglione della Pescaia, località cara a Fruttero, tanto da sceglierla come casa. La pineta del romanzo consiste in un comprensorio di ville , in n°153 per la precisione, circondate e protette dalle chiome di 18.300 pini (marittimi e non) più o meno minacciosi, vuoi per colpa del libeccio (o libicocco) o delle pigne, sempre pronte a cadere quando uno meno se l’aspetta.

Ci sono i residenti fissi e i visitatori abituali, come il sig. Monforti, un tipo che si lascia trascinare dalla depressione e che vede nel pessimismo l’unico modo di rimanere a galla. C’è Natalia Neri, madre di Andrea e Giudi, rimasta in pineta per Natale nonostante la ritrosia dei figli ormai adolescenti che non si accontentano più di passare i pomeriggi ad ascoltare la musica di Hansi Ludwig Kruysen, illustre musicista che allieta (non spesso) i suoi vicini durante i pomeriggi organizzati dalla moglie, Ute.

I coniugi Zeme passano la stagione nella pineta, venuti da Roma per le vacanze, nonostante l’aria e l’atmosfera invernale non facciano proprio bene a chi, come la signora Zeme, soffre di depressione. La depressione in realtà è una condizione che affligge molti dei personaggi della pineta (e questo il Monforti lo sa bene).

In pieno stile Fruttero & Lucentini, non può mancare una completa rappresentazione degli strati sociali, così a rappresentare la nobiltà è il Conte Delaude che, ormai ridotto al guinzaglio dalla moglie, si accontenta di quello che è a portata di mano, Katia, per esempio, aspirante top-model che per il momento è apparsa solo su cataloghi di moda di supermercati. D’altronde, come più viene reiterato nel romanzo: “la… è la…”

A popolare questa ricca stratificazione sociale sono esponenti della medio borghesia, politici (come l’on. Bonanno), signore anziane esperte di tarocchi e di letture astrali, come la signora Borst e la sua amica Eladia, accompagnate sempre dalla domestica filippina Milagros, che ormai parla con perfetto accento grossetano. E poi ci sono i comici Max&Fortini (che quella & sia un indizio?), o turisti stranieri come la famiglia Graham, con il piccolo Colin.

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Illustrazione dell’articolo uscito su La Stampa nell’ottobre del 1991.

L’universo dipinto da Fruttero & Lucentini non si esaurisce tuttavia nei personaggi ‘umani’. Al loro fianco, partecipano ai giorni funesti della pineta animali (topi, cani, istrici, barbagianni, gufi, tartarughe, scoiattoli e non solo), l’arma dei carabinieri, come entità collettiva e nella persona del Maresciallo Aurelio Butti, e tutte quelle macchiette che popolano ogni paesino che si rispetti (i vari ferramenta, idraulici, macellai, panettieri, barbieri). E ovviamente non possono mancare i media, rappresentati dai potenti mezzi di Telepadùle-News e dal regista Meniconi.

Un romanzo ricco di personaggi, di punti di vista, di tic che Fruttero & Lucentini avevano estratto dall’Italia loro contemporanea (che non si discosta di molto da quella attuale). D’altronde, proprio sulla Stampa, in un pezzo scritto dai due per l’uscita di Enigma in luogo di mare, raccontavano il diario (segreto) della gestazione del romanzo:

Luglio 1988: è inutile, non siamo all’altezza. L’eccesso non fa per noi, nelle nostre mani diventa subito esercizio sarcastico, parodia, si vede chiaramente che non ci crediamo. Dovremo ripiegare su persone “normali” e che alla fine, almeno per noi, sono più interessanti dei “mostri”. […] Sì, non c’è dubbio, è questa la via da tentare. Ci lasciamo sulla soglia del bar Mulassano pieni di entusiasmo creativo.

Il giorno dopo: Nera depressione. Dove andarla a prendere, oggi come oggi, una situazione di “tranquilla quotidianità”? […] Non facciamo ridere, ormai è Samarcanda dappertutto.

Tre giorni dopo: inaudita miopia! (o gestazione di madornale lentezza). Avevamo la soluzione sotto il naso e non la vedevamo. Da vent’anni frequentiamo questa pineta sulla costa toscana, cintata, sorvegliata da occhiuti guardiani che assicurano la tranquillità e la privacy delle ville sparse […] ma che altro vuoi, come sfondo sottilmente misterioso?

La pineta di Roccamare, a Castiglione della Pescaia, diventa quindi quella della Gualdana, una località mai nominata che però è sorvegliata dall’alto da una Rocca. Come sempre, Fruttero & Lucentini, trasformano il loro vissuto in esperienza universale, con estremo acume, sarcasmo e divertimento .

Lo straniamento dovuto alla località marittima in pieno inverno non dà fastidio. Non c’è tempo, perché siamo tutti troppo presi prima dai piccoli drammi quotidiani degli abitanti del comprensorio. Il conte cosa vuole da Katia? Monforti si sveglierà e si deciderà a dichiararsi a Natalia? Cosa dicono i guardiani, ben lontani dallo sguardo di Orfeo il giardiniere e di sua moglie? Una volta nel vivo del romanzo, i personaggi prendono vita spontanemante.

Un romanzo, Enigma in luogo di mare, che è commedia nel senso proprio del termine, e che nasconde al suo interno  citazioni reali e citazioni che di dubbia veridicità, ma sempre e comunque nel solco di una letteratura che non si accontenta del genere e va oltre, godendo e approfittandosi di quegli stilemi che tutti noi riconosciamo.

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Una veduta di Roccamare, l’ispirazione per la pineta della Gualdana.

Un romanzo poliziesco, quasi giallo alla vecchia maniera, che nella nuova edizione pubblicata Mondadori contiene una postfazione di Marco Malvaldi, che annovera Enigma in luogo di mare tra i romanzi che vanno riletti (e F&L sono in buona compagnia, insieme a Tre uomini in barca, Il sistema periodico, Il maestro e Margherita e Poirot sul Nilo).

Malvaldi invidia più volte il lettore, sia prima sia dopo la conclusione della lettura del romanzo, per i diversi stati d’animo che chi si accinge alla lettura, o chi l’ha terminata, proverà. E un po’ anche noi invidiamo chi ancora deve avventurarsi tra i pini della Gualdana, chi ancora non ha avuto modo di conoscere il Vannucci e il Vannuccini, chi non ha provato l’ebrezza dovuta alla scrittura che fila veloce e che incanta.

Insomma, Enigma in luogo di mare è stata la nostra lettura d’agosto per #OpereDiBottega, ma siamo sicuri che non sarà questa l’unica volta in cui visiteremo la pineta della Gualdana.

-Davide & Marco

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