Capoversi su Kafka: il Franz di Franco Fortini

Sembra trascorso un tempo lunghissimo, ma il Salone del Libro di Torino ha avuto luogo soltanto lo scorso maggio. Uno dei lasciti di questa edizione è un saggio pubblicato da una piccola casa editrice, Hacca. Il volume al quale sto facendo riferimento è Capoversi su Kafka che, introdotto da una prefazione di Giuseppe Lupo, raccoglie alcune riflessioni di Franco Fortini – pubblicate originariamente su riviste e quotidiani dell’epoca – su una delle figure letterarie più importanti del Novecento, Franz Kafka.

Franco Fortini instaura un vero e proprio dialogo a distanza con lo scrittore boemo, una sorta di dialogo tra fantasmi illustri. Fortini è uno scrittore, saggista, traduttore e critico letterario fra i più importanti del Novecento italiano. Ha collaborato con Vittorini alla rivista Il Politecnico e ha contribuito a svariati altri periodici e quotidiani di grande rilievo culturale. Tra gli autori che ha tradotto figurano personaggi del calibro di Proust, Flaubert, Kierkegaard, Goethe e molti altri ancora. Si è sempre dedicato allo studio della modernità e alla letteratura che l’ha modellata, con uno sguardo capace di sezionare ogni più piccolo dettaglio.

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Franco Fortini

In questo breve saggio, Franco Fortini definisce Kafka con le parole «quest’ebreo di Praga», forse nel tentativo di gettare un ponte fra la sua esperienza e quella del celebre scrittore. Per consolidare questo ponte fra le due epoche e per discutere dei drammi di un’epoca passata ma nel contesto della modernità, Fortini si riferisce a Kafka come se questi fosse un vate, un indovino che già nella sua epoca – ricordiamo che Kafka morì nel giugno del 1924 – aveva predetto gli orrori e il baratro che l’uomo avrebbe raggiunto con la seconda guerra mondiale e i campi di sterminio nazisti.

Kafka non è né romanziere né poeta che possa divenire popolare. Quel che passa in proverbio di lui è lo schema letterario o la barzelletta. Kafka è un maestro di verità e di vita, di quelli che non consolano, ma incitano come spine nella carne.

Fortini scandaglia con grande precisione l’anima di Kafka, in un continuo rimando a romanzi e scritti che l’autore ha composto durante la sua vita. I personaggi dello scrittore boemo sono sempre in bilico tra umano e sacro, un precario equilibrio rivelato dalla loro natura di «animali ragionevoli» che, benché siano dotati di raziocinio, o forse proprio per questo, rifuggono quanto più possibile tutto ciò che è umano, protendendosi verso il divino. Ma questo protendersi spesso non comporta altro che la rovina, con l’unica straordinaria eccezione di Carlo Rossmann (protagonista di America), che alla fine, forse in virtù di una prorompente giovinezza, ottiene la salvezza. E così è anche per Kafka, che sceglie di combattere con le sue parole e la sua penna non tanto per il gusto della battaglia in sé ma perché è l’unica cosa che sa e può fare.

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Franz Kafka

Uno dei punti chiave del saggio di Fortini è la natura della poetica di Kafka. Suo oggetto d’indagine è il simbolo (dal greco, σύμβολον). Per comprendere quello che intende l’autore bisogna immaginarsi un mondo in cui «ogni cosa e parola, ogni sentimento ed ogni ragione sono segno, sintomo e spia di altro.» Questo comporta che ogni cosa ha un simbolo e un significato che a loro volta si traducono in ulteriori simboli e significati in un processo di traduzione infinito. Per comprendere a fondo Kafka sarebbe necessario analizzare ogni singola pagina, frase e parola di ciascuna delle sue opere.

Per un lettore kafkiano arrugginito qual è il sottoscritto – Kafka l’ho conosciuto nelle sue forme più celebri ne La metamorfosi e ne Il processo, in quanto lascito di tradizione scolastica, molto tempo fa – leggere gli appunti di Franco Fortini non serve solo ad alimentare una critica che è ancora oggi un po’ povera, ma serve ad alimentare  quell’eredità storica, legata alla comprensione del presente, scopo primario della poetica kafkiana e della letteratura tutta.

-Davide

3 pensieri su “Capoversi su Kafka: il Franz di Franco Fortini

  1. Pingback: #EinaudiTO: Franco Fortini, la vita culturale e la poesia – – Radical Ging –

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