Munizioni: la nuova collana di Bompiani diretta da Roberto Saviano

Ottobre è sotto molti punti di vista uno dei nostri mesi preferiti. Un po’ perché è tempo di autunno e di piogge, e un po’ perché è carico di eventi e novità culturali. Questa volta, tra le tante opportunità, ottobre ci ha portato a Milano alla serata di presentazione della nuova collana, Munizioni (per cui è stato coniato anche l’hashtag #parolecomemunizioni), della casa editrice Bompiani. All’evento era presente il direttore della medesima, Roberto Saviano, che ha lanciato i primi due titoli e che ha risposto ad alcune domande dei blogger e giornalisti presenti quella sera.

La volontà di dialogare con blogger e giornalisti del web deriva dal tentativo di creare una viralità pensata e riflessiva sui social e in rete, una viralità fondata a partire dall’oggetto meno virale che esista in circolazione, il libro. Quando diciamo viralità pensata intendiamo una condivisione di contenuti dettata non dall’immediatezza e dal trasporto emotivo bensì da una ricerca e uno studio approfondito della materia oggetto della condivisione. Qualcosa in controtendenza rispetto alla corrente attuale, soprattutto su Instagram.

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Il nome della collana può far pensare a un concetto in qualche misura aggressivo ma in realtà si tratta proprio dell’opposto. Le munizioni richiamano due elementi, il primo è il piombo impiegato nei caratteri di stampa, l’altro è la parola come strumento di difesa, necessario ritorno per ascoltare anche l’inascoltato. A partire da questo proposito, la collana vuole portare in Italia giornalisti e professionisti del settore che si sono dedicati a inchieste importanti, nonostante fossero, e in alcuni casi sono tuttora, continuamente ostacolati e minacciati da organizzazioni criminali e dalla corruzione dei governi. Persone che mettono a rischio la propria vita per far venire a galla la verità.

I due titoli che aprono la collana sono, in ordine di pubblicazione, Dì la verità anche se la tua voce trema di Daphne Caruana Galizia, e Fariña. La porta europea della cocaina di Nacho Carretero.  Il primo volume, quello della giornalista maltese barbaramente assassinata in un attentato nell’ottobre del 2017, segue le fila della sua ultima inchiesta, che non è mai riuscita a terminare. Daphne Caruana Galizia si è sempre spesa per raccontare alle persone del vuoto giuridico che permette alle società di portare avanti i loro loschi traffici proprio in quel di Malta. Non si è mai fermata, nonostante sia stata minacciata, insultata, screditata, tanto che alla fine sono riusciti a chiuderle anche il conto in banca. La collana Munizioni è il luogo ideale per continuare a far vivere le sue parole e il suo lavoro, e per supportare i figli, che continuano a portare avanti la sua battaglia. Il libro è uscito l’11 ottobre in anteprima mondiale proprio qui in Italia e rappresenta quell’opera unitaria tanto voluta dalla giornalista, che ha sempre avuto una sensazione di dispersione del proprio lavoro, aspetto che conferma il fatto che un libro «è un tempo, uno spazio di continuità.»

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Nacho Carretero invece, racconta, con lo stile di un romanzo e la precisione ai dettagli tipica di un giornalista, del narcotraffico spagnolo. Quando si parla di narcotraffico normalmente il pensiero vola subito al Sud America, ma in realtà, a livello europeo, è stata la Galizia spagnola ad aprire le porte alla cocaina. Anche il libro di Carretero ha avuto una storia travagliata. Messo al bando, i librai sono riusciti a proteggere le munizioni dell’autore solo camuffando il libro con le copertine di Miguel Cervantes.

Questi due esempi, quello di Daphne e di Nacho, sono la prova che l’odio dilaga ovunque, anche negli spazi apparentemente più ‘assolati’. L’obiettivo dei nemici della parola è «la morte civile di chi la parola la usa liberamente». Per questo si utilizza la calunnia come strumento principale di isolamento della persona. Perché «diffamazione e odio sono come una corsa.» Una volta che si perde la credibilità le parole rimangono inascoltate. E la calunnia è alimentata dal meccanismo della ‘falsa bandiera’, ovvero quando i giornalisti sanno che una notizia è falsa ma nondimeno la diffondono e le danno un megafono che altrimenti non avrebbe. In questo senso la collana è un omaggio al coraggio delle persone che continuano a lottare e a scrivere, nonostante tutto. È quasi una vendetta nei confronti dei calunniatori, perché la libertà si tramanda e dilaga, diventa virale.

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Ed è così che entra in gioco il web. Il web diventa una risorsa quando i mezzi tradizionali falliscono (esempio eclatante è la censura). La parola è forte e contribuendo al mosaico della conoscenza può cambiare le cose. Una munizione che «non toglie la vita ma la dà. Armandosi e non offendendo.»

Nella prefazione al libro di Daphne Caruana Galizia, Roberto Saviano dice che la parola è sacra. Forse si tratta di un’affermazione iperbolica, ma è vero, e questo specialmente nel libro della giornalista maltese, perché ha pagato con la vita, la cosa più sacra che ci sia. Il libro è sacro, il libro è lotta, il libro è munizione. Il libro è coraggio.

Davide & Marco

4 pensieri su “Munizioni: la nuova collana di Bompiani diretta da Roberto Saviano

  1. Complimenti Roberto. Faccio un augurio a te, che vale anche per me e per tutti coloro che sono rimasti fuori dal branco affamato ed assetato di odio. Per quel che vale, hai tutta la mia stima, da mamma che spera che persone come te possano aiutarci a guadagnare un mondo migliore per i nostri figli. Buon futuro a tutti

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