Dì la verità, anche se la tua voce trema di Daphne Caruana Galizia

Parafrasando le parole di Roberto Saviano, direttore editoriale della collana Munizioni di Bompiani, il libro di Daphne Caruana Galizia, Dì la verità anche se la tua voce trema, è uno di quei volumi da custodire con ogni cura possibile, oltre che da regalare, contribuendo ad amplificare le parole di una vita spezzata per cattiveria. Il volume è una raccolta di inchieste e articoli che i figli di Daphne hanno scelto dal ricco materiale che la madre aveva lasciato come lascito a loro e a tutto il mondo. Si parla della politica e della corruzione maltese, ma anche di libertà di parola, di femminismo e di immigrazione. Daphne Caruana Galizia vive ancora nelle sue parole, anche se per la verità ha perso la vita.

Uno degli elementi chiave del libro e che fa un po’ da summa del lavoro di Daphne Caruana Galizia è che, nonostante la varietà di articoli e tematiche trattate, un libro, soprattutto un libro di inchiesta come è in questo caso, dovrebbe sempre infastidire il lettore, scuoterlo, mettendogli di fronte dei fatti di cui magari sospettava già ma che nascondeva accuratamente sotto il lenzuolo di una vita tranquilla per non dover essere costretto ad agire. Perché a sentire certe cose, a leggere e un po’ vedere di realtà come quelle di cui parla Daphne, non si può stare fermi.

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Daphne Caruana Galizia

Quando ci si trova di fronte a un’ingiustizia ci si sente soli e impotenti ed è vero, molto spesso non si può fare nulla contro le ingiustizie perché la vita è ingiusta, ma resta il fatto che parlarne è un dovere. Le parole sono davvero le nostre munizioni più importanti, perché non uccidono ma fanno riflettere, non muoiono, anzi, non si scaricano mai. In questo senso Dì a verità anche se a tua voce trema è uno di quei volumi da tenere fra le mani, leggere e rileggere fino a consumarne le pagine, per mantenere viva la parola di Daphne, una voce che è rimasta inascoltata o peggio ancora volutamente ignorata per troppo, troppo tempo.

Il libro, come dicevamo, non parla solo della corruzione del governo maltese, di collusioni fra governo maltese e governo cinese, fra Malta e Azerbaigian, di compravendita di passaporti, di schiavitù persino, parla anche e soprattutto di una donna che si è messa in prima linea nella ricerca della verità, mettendo la propria vita a rischio. Una vita che prima ancora di essere materialmente spezzata da una carica di tritolo nascosta nella sua macchina è stata ridotta all’osso con una campagna di spietata e becera diffamazione. Una macchina del fango che ancora oggi, anche qui in Italia, viene spesso utilizzata per togliere la voce a persone che dicono cose scomode, pericolose perché munizioni infinite e solo apparentemente silenziose.

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A tal proposito, un altro aspetto fondamentale che Daphne tocca nei suoi articoli è la connivenza fra elettori e governo. Cioè, sì, è vero, è il governo che l’ha attaccata, diffamata, isolata dal resto della società maltese, arrivando addirittura a bollarla come strega, ma se quei politici così corrotti erano lì questo era dovuto soltanto al fatto che erano stati votati e quegli elettori che lo avevano fatto, lo avevano fatto soltanto per un tornaconto personale o perché (inutile girarci intorno) le loro idee erano effettivamente retrograde e limitate. I politici sono il riflesso della società, inutile dare esclusivamente la colpa a questo o a quel partito che non hanno saputo fare opposizione.

C’è un’altra cosa che dovrei dire prima di chiudere: quando le persone vi rimproverano o vi criticano accusandovi di essere “negativi”, di non seguire la corrente o di non adottare un atteggiamento di benevola tolleranza verso i loro eccessi, ricordatevi sempre che sono loro, e non voi, a essere nel torto.

La cosa che vogliono più di tutte è che anche voi vi uniate al coro di approvazione, o che perlomeno smettiate di criticarli, in modo che possano sentirsi meglio con la loro coscienza; perché, nonostante tutto quello che dicono e il loro atteggiamento spavaldo, si ritrovano a combattere con il loro senso di dignità. Vogliono che le persone li ammirino in modo da potersi a loro volta ammirare, pur adottando un comportamento che è agli antipodi di ciò che è ammirabile.

Potremmo parlare di questo libro per ore ma il cuore di tutto sta qui. Quando un governo attacca e diffama una giornalista come Daphne Caruana Galizia, non lo fa in quanto persona con vedute differenti. Lo fa in quanto giornalista. Perché il giornalista a prescindere da quali possano essere le opinioni personali sulla categoria, rappresenta la libertà di stampa, cosa che per un governo corrotto e sulla buona strada della dittatura è un grande ostacolo. Perciò, quando sentiamo continui attacchi a un giornalista, non dovremmo dare ragione al politico di turno ma indignarci e parlare. È difficile ma non possiamo esimerci dal farlo. Usiamo le nostre munizioni.

-Davide

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