La babysitter e altre storie di Robert Coover: 30 racconti e 30 voci

Forse La babysitter e altre storie è stato uno dei volumi del 2019 che più aspettavamo con impazienza. Era stato annunciato ormai più di sei mesi fa, durante le giornate del Salone Internazionale del Libro di Torino. Ma cosa c’era di così interessante in una racconta di racconti di uno scrittore americano? Non ce ne sono a bizzeffe di simili?

Tanto per cominciare, La babysitter e altre storie è una raccolta di racconti scritti da Robert Coover, definito dalla critica e non solo come una delle più grandi menti americane ancora in vita, capace con le sue storie di modificare la struttura narrativa piegandola alla sua volontà, attraverso l’utilizzo innovativo della lingua, della manipolazione dei punti di vista dei personaggi, riuscendo a confondere il lettore e lasciandolo sempre interdetto, sul limitare tra realtà, finzione e possibilità.

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L’altro punto di forza di questa raccolta, oltre a essere pubblicata da NNeditore, realtà indipendente che ha portato in Italia alcune delle migliori voci delle letteratura americana e non solo (Canta, spirito, canta di Jesmyn Ward è solo un esempio), è l’esperimento, voluto forse per ricalcare la pluralità e il carattere eclettico di Robert Coover, di far tradurre i 30 racconti all’interno della raccolta da 30 diversi traduttori:

Ada Arduini, Chiara Baffa, Katia Bagnoli, Massimo Bocchiola, Luca Briasco, Guido Calza, Silvia Castoldi, Franca Cavagnoli, Gaja Cenciarelli, Matteo Colombo, Fabio Cremonesi, Serena Daniele, Riccardo Duranti, Laura Gazzarrini, Daniele A. Gewurz, Gioia Guerzoni, Eva Kampmann, Cristiana Mennella, Laura Noulian, Vito Ogro, Monica Pareschi, Silvia Pareschi, Alberto Rollo, Silvia Rota Sperti, Roberto Serrai, Chiara Stangalino, Sara Sullam, Claudia Tarolo, Martina Testa, Isabella Zani.

Una scelta encomiabile, per la sua audacia ma soprattutto per il riconoscimento del ruolo del traduttore, che in questo caso si presta benissimo a dare sfogo alle diverse voci di Coover.

L’autore non è mai messo in ombra in ombra dal traduttore che, ciascuno con la propria peculiarità, riesce a trasferire in italiano la sua prosa densa, i ricchi riferimenti culturali (bassi e alti, si passa dalla riscrittura di episodi di Casablanca ai riferimenti biblici, dai comics americani  alle fiabe classiche) e la capacità di ritagliare la realtà e collocarla in un altrove possibile, quasi concreto. D’altronde Coover viene annoverato tra i diversi padri (e madri) del postmoderno americano, e non è difficile notare nelle sue righe elementi che ritroveremo poi nell’estrema sperimentazione di un altro autore famoso per il suo stile anticonvenzionale, David Foster Wallace.

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Roberto Coover, nato nel 1932, è uno dei padri del postmoderno americano.

I racconti scelti coprono un arco temporale molto vasto, seguendo il percorso di Coover come uomo e come scrittore. tutti molto diversi tra loro. Certo, alcuni espedienti narrativi o strutture possono sembrare ricorrenti, ma difficilmente il lettore si accorgerà del “riciclo” di questi elementi. Proprio per questa caratteristica, e per il fatto che al primo approccio la scrittura di Coover potrebbe sembrare difficile da decriptare, la raccolta si presta benissimo a una lettura diluita nel tempo, per permettere al lettore di assaporare con cognizione di causa ogni sfaccettatura di ciascun racconto. Leggere un racconto per volta, lasciando che la lettura conclusa possa depositarsi nella propria mente.

Il racconto che dà nome alla raccolta, La babysitter, viene pubblicato nel 1969 ed è qui tradotto da Luca Briasco. Questo racconto rappresenta la summa dello stile e della scrittura cooveriani. La storia viene narrata attraverso diversi punti di vista, seguendo quel rumore di fondo che viene da questo o quel racconto, dal dettaglio che sembra quasi irrilevante, dal televisore acceso che trasmette una scena di danza. Ci si può affidare soltanto alla parola scritta, non ci sono punti di riferimento, solo dubbi: cos’è reale? Si tratta di un ricordo o di una possibilità?

Come abbiamo detto, proprio su questo limitare si sviluppa l’intero universo creato da Robert Coover. Non è di sicuro una lettura semplice ed difficile definirla “di svago”, ma una volta sfiorato il codice cooveriano non si potrà più osservare la realtà con gli stessi occhi.

-Marco

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