Il sistema del tatto di Alejandra Costamagna

Una tendenza sempre più accentuata nella letteratura contemporanea, tanto quella italiana quanto quella straniera, è la creazione di forme ibride di testo che affiancano alla narrazione classica a cui il lettore è abituato altre tipologie testuali o comunicative (immagini, documenti, etc). Questo è quello che succede con Il sistema del tatto della scrittrice cilena Alejandra Costamagna, una delle più importanti voci della letteratura latinoamericana, pubblicato per la casa editrice indipendente Edicola Ediciones nella traduzione di Maria Nicola.

Il sistema del tatto è la storia di Ania e della sua famiglia. Ania, insegnante, ha perso da poco il lavoro e si trova disorientata, persa in un presente che sente non essere il suo. Quando il padre le chiede di andare ad assistere il cugino, AugustÍn, che sta morendo, Ania accetta, perché ha bisogno di soldi e di serenità. Il viaggio che intraprende Ania, dal Cile all’Argentina, è un viaggio nella memoria storica della sua famiglia e la riavvicina a Nelida, la sua prozia morta da tempo, mandata in Argentina dai genitori piemontesi quando era ancora giovane.

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Il romanzo è uno spiraglio sulle vite delle due donne, Ania e Nelida. Un continuo alternarsi di narrazione in senso classico e documenti – come il manuale dell’emigrante italiano in Argentina della prozia – ricordi di AugustÍn, altro personaggio chiave della storia, fogli battuti a macchina e fotografie. Ania e Nelida sono due personaggi speculari. Ania è giovane e intrappolata nel presente laddove Nelida ha un’anima che definiremmo antica, che si strugge per qualcosa che ha perso ed è intrappolata nel passato. Le due si avvicinano in un percorso convergente dove solo Ania è protagonista attiva mentre Nelida vive nei ricordi.

Oltre che sul piano della memoria, il romanzo si muove anche sul piano geografico. Ad Ania, e quindi al presente, spetta il Cile, a Nelida, il passato, spetta l’Italia, il Piemonte. Campana, il paese dove ha vissuto e dove è morta la prozia, si trova in Argentina, terra di confine tra presente e passato, dove si allunga l’ombra di un gravoso oggi e si mescolano i ricordi. La macchina da scrivere di AugustÍn, che prima ancora era stata di Nelida, la Gran Enciclopedia del Mundo, le abitazioni lasciate allo sfacelo dei nonni e dei prozii.

Ania continua a fischiettare, finché in una delle intermittenze del buio vede la propria ombra ingigantita e si deconcentra. Di colpo, non si riconosce. Come se un doppio di sé stessa si aggirasse quel mattino in una località chiamata Campana, in riva a un braccio di fiume chiamato Paranà. Sente il proprio respiro, pensa i propri pensieri, ma si osserva dal di fuori. Da un’altra galassia.

È quasi come se Ania e Nelida fossero due lati di una stessa moneta o, rielaborando la definizione della Gran Enciclopedia del Mundo, è come se fossero forme diverse di una stessa nebulosaNebulosa. Materia cosmica diffusa in vastissimi spazi che presenta forme molto diverse»). L’unica differenza è che, mentre le nebulose sono o luminose od oscure, Ania e Nelida sono portatrici di entrambe queste qualità in modo inscindibile.

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Alejandra Costamagna è capace di costruire una storia che, come le due protagoniste femminili del romanzo, presenta molteplici forme. Questo riesce a farlo adottando un linguaggio altrettanto variegato, prendendo a piene mani dalla narrativa in senso classico, mantenendo una prosa precisa e pulita, mescolata a errori di battitura nei documenti, al parlato di chi una lingua diversa dalla propria la conosce poco, a immagini che fanno riferimento al mondo animale – il volo libero degli uccelli, la prigionia delle farfalle e degli altri insetti intrappolati nelle griglie del radiatore della macchina – arricchendo la storia di tante sfumature diverse.

Il sistema del tatto è un romanzo che, alla stregua di Ania quando parte per l’Argentina, ha un punto di partenza e di arrivo ben definiti ma che poi, durante il viaggio, muta senza preavviso e porta il lettore in un altro universo, in un’altra nebulosa di significati.

-Davide

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