#ReadChristie2020: Poirot e la salma

Luglio col bene che ti voglio lo sai non finirà” cantava Riccardo Del Turco (sì, l’abbiamo cercato su Google), però anche questo mese è arrivato alla fine. Torna quindi l’appuntamento con la #ReadChristie2020, la challenge che è tornata sul luogo del delitto. Se lo scorso mese abbiamo parlato di Mr. Quin e le sue stranezze, per questo mese la challenge richiedeva la lettura di una storia che avesse come protagonista un personaggio ispirato a una persona vera. C’era parecchio tra cui scegliere e noi abbiamo puntato su un titolo adatto al momento: Poirot e la salma.

Pubblicato nel 1946 con il titolo The Hollow, Poirot e la salma si svolge nella fittizia dimora degli Angkatell, The Hollow, Il rifugio in italiano. Al centro della tragica storia del romanzo ci sono alcuni tra i personaggi migliori creati e descritti da Agatha Christie. Oltre al detective belga più famoso del mondo, Hercule Poirot, calcano la scena (e non usiamo questo termine a sproposito) personaggi molto realistici: John Christow e sua moglie Gerda, lui un dottore di successo, lei moglie perfetta e sottomessa, la testarda e vivace Henrietta Savernale, Lucy Angkatell, il migliore personaggio femminile di tutta l’opera christiana, e il marito Henry, amante delle armi da fuoco, la seducente Veronica Cray, Midge e Edward, che un giorno erediterà la fortuna di famiglia. Immancabile il maggiordomo tuttofare e onnisciente, Gudeon (ispirato alla figura di George, il maggiordomo della Christie durante i soggiorni a Greenway).

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La sovraccoperta della prima edizione UK di Poirot e la salma, 1946

Hercule Poirot, invitato da Lady Angkatell per uno dei soliti weekend da trascorrere in società, si trova in una situazione che sembra tanto semplice quanto impossibile: con i suoi occhi vede Gerda Christow, una pistola tra le mani, vicino alla piscina della casa, dove il corpo senza vita del marito John galleggia, circondato dal sangue che tinge l’acqua di rosso.

Gerda ha ucciso John, semplice. O forse no? Sembra tutto orchestrato a tavolino, e a volte, come ci insegna Papa Poirot, l’impossibile è possibile.

Con una premessa così semplice e così geniale, Agatha Christie ancora una volta ci accompagna all’interno di una storia che oltrepassa i confini del genere giallo. La geometria è quella tipica della detective fiction (omicidio, indagine, risoluzione del mistero), ma c’è un’attenzione particolare alla psicologia dei personaggi, rendendo quasi accessorio il meccanismo giallo, utilizzato solo come pretesto.

Cominciai a buttare giù qualche idea, facilitata dal fatto che Poirot e la salma non era un vero e proprio romanzo poliziesco. In realtà avevo sempre pensato che la figura di Poirot fosse poco più fuori di posto, lì dentro, dove era finito più che altro perché mi ero abituata alla sua presenza. Lui si comportava benissimo, ma ero io a ritenere che il libro ci avrebbe guadagnato senza di lui e la prima cosa che feci, quindi, fu quella di toglierlo di mezzo.

La mia vita, Agatha Christie

Agatha decide poi di trasporre il romanzo per il teatro. The Hollow arriva sul palcoscenico del Fortune Theater di Londra (rinominato Ambassadors Theatre, la dimora di The Mousetrap per più di 62 anni) nel giugno del 1951, dopo un breve tour dove lo stesso regista, Hubert Gregg (che avrebbe poi diretto altri cinque spettacoli firmati Christie), veste i panni di John Christow,

Francis L. Sullivan, attore.

Poirot era troppo ingombrante per il palcoscenico secondo Agatha Christie, tanto da permettergli di calcare le scene solo una volta, nel 1930, in Black Coffee. In Caffè nero, scritto appositamente per il teatro, a vestire i panni del dandy baffuto è Francis L. Sullivan, attore che dobbiamo ringraziare, perché senza di lui, e senza casa sua, non avremmo mai avuto Poirot e la salma.

Perché? Semplice: Il rifugio, la casa degli Angkatell, assomiglia a Greenway House, la dimora estiva della Christie, ma la piscina è quella della casa di Francis L. Sullivan e di sua moglie Danae, ai quali è dedicato il romanzo. Sullivan e la Christie si conoscono proprio durante le prove per Black Coffee e, nonostante le rimostranze di Agatha nei confronti di quello spettacolo, diventano buoni amici. Continuano a lavorare insieme a lungo, tanto che nel 1940 Sullivan torna a vestire le scarpe di vernice di Poirot per Il pericolo senza nome, per poi indossare la toga e impersonare Sir Wilfrid nell’altro grandissimo successo teatrale della Christie, Testimone d’accusa.

Sempre nella sua autobiografia la Christie racconta che durante la Seconda guerra mondiale si era trovata spesso ospite nella casa dell’amico di Haslemer. Sappiamo che una mattina Sullivan si sveglia e, scendendo in sala da pranzo, si rende conto che Agatha sta girando intorno alla piscina, parlando tra sé. Non ha il coraggio di chiederle cosa sta facendo, e lo scopre solo l’anno dopo, quando una copia di Poirot e la salma, con dedica, gli arriva a casa.

Per Larry [Francis L. Sullivan ndr] e Danae, scusatemi per aver usato la vostra piscina come luogo del delitto.

Insomma, galeotta fu la piscina e l’incontro con Sullivan che, in un modo o nell’altro, hanno influenzato alcune opere della Christie (e anche il modo in cui per parecchi anni i lettori hanno immaginato Poirot).

Una copia di un programma dello spettacolo teatrale The Hollow.

Scegliere di leggere Poirot e la salma significa mettersi davanti a un giallo che non è un giallo, significa leggere il racconto di persone vere, reali. Si tende spesso a etichettare i romanzi della Christie come letture di intrattenimento, magari come dei libri-game alla Cluedo. Non è il caso di Poirot e la salma (e nemmeno di tanti altri suoi romanzi). Il critico e scrittore Michel Houellebecq (sì, proprio lui), in una recensione lo definì:

Un romanzo strano, pungente; Christie scrive di acque profonde, con potenti correnti.

Lo stesso Houllebecq le dedica un bel paragrafo nel suo romanzo Possibilità di un’isola, ma questa è un’altra storia. Poirot e la salma quindi, come avrete capito, rientra in quella categoria di romanzi christiani sulla scia di Poirot sul Nilo, Nella mia fine è il mio principio, Il ritratto di Elsa Greer (e checché se ne dica, anche i romanzi firmato con lo pseudonimo Mary Westmacott). Una lettura che non può mancare, soprattutto per chi cerca di più che un semplice giallo.


Per la tappa di agosto della #ReadChristie2020 la consegna richiede di leggere una storia che sia ambientata nella Londra di Agatha Christie: seguiteci su Instagram per i nostri consigli di lettura!

-Davide & Marco

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