#ReadChristie2020: Tommy e Tuppence, in due si indaga meglio

Quest’anno, considerate le restrizioni dovute all’emergenza ancora in corso, non poteva capitare tappa migliore della #ReadChristie2020 ad agosto: una storia nella Londra di Agatha Christie, una storia domestica se vogliamo, nella città in cui la scrittrice di gialli si muoveva e ha in parte vissuto. La nostra scelta è caduta su una raccolta di racconti, un grande ritorno alla coppia di avventurieri principianti più stramba che ci sia, Tommy e Tuppence: in due si indaga meglio.

La raccolta di racconti è stata pubblicata per la prima volta nel 1929 e contiene tuttora – nella versione originale inglese – diciassette racconti. Nella versione italiana, pubblicata per Mondadori nella traduzione di Luciana Crepax, i racconti sono soltanto quindici. Questo perché Finessing the King e The Gentleman Dressed in Newspaper fanno parte della stessa storia e nell’edizione Mondadori sono stati raggruppati in un unico racconto dal titolo Il signore vestito di carta. Lo stesso discorso vale per The Clergyman’s Daughter e The Red House che nella raccolta italiana troviamo insieme sotto il titolo La casa rossa.

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Sovraccoperta della prima edizione UK

Le storie di questi racconti, cronologicamente parlando, prendono piede dopo le avventure ‘belliche’ di Tommy e Tuppence. Il motore che dà il via al tutto è l’Agenzia investigativa internazionale di Theodore Blunt, con base a Londra, che viene ceduta ai due giovani sposi con il preciso compito di intercettare una busta azzurra con un francobollo russo spedita da un commerciante di salumi. Oltre a dover dirottare la missiva verso i canali governativi, i due hanno pieni poteri sull’agenzia e possono gestirla come meglio credono. Così riescono ad affrontare la noia e la smania di avventura di Tuppence gettandosi a capofitto nelle situazioni più bizzarre e misteriose.

A questo punto si susseguono una serie di storie molto condensate in cui la Christie riesce a sbizzarrirsi giocando con la letteratura e con i suoi personaggi. Non dimentichiamo che scrivere di Tommy e Tuppence era per la scrittrice un grande spasso. La forma racconto penalizza un po’ queste storie, che sembrano mancare parzialmente dell’ampio respiro e del concatenarsi di eventi che contraddistinguono le avventure del duo. Va detto tuttavia che la struttura della raccolta è tale che sembra quasi di trovarsi di fronte a un romanzo a episodi, vista la consequenzialità e una sorta di continuity tra una storia e l’altra. O ancora, a una serie televisiva sulla scia de La signora in giallo (Murder She Wrote).

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Prima edizione USA

Dicevamo che la Christie qui gioca molto con la letteratura. Infatti Tommy e Tuppence si divertono a risolvere un caso dietro l’altro ispirandosi ai detective più famosi del giallo. Con questo s’intende che i due si calano nel personaggio e tentano di dipanare il mistero seguendo il modus operandi dell’investigatore di turno. C’è il dottor Thorndyke di Freeman, c’è lo Sherlock Holmes di Doyle, c’è il Padre Brown di Chesterton, ci sono Tommy McCarty e Denis Riordan della Ostrander, e molti altri ancora. Nel racconto finale, L’uomo numero sedici, c’è spazio perfino per una parodia – e autocitazione – di Poirot e i quattro (The Big Four; 1927). Un calderone divertente e ironico che consente di recuperare qualche autore, col suo investigatore, caduto nel dimenticatoio.

Ma le citazioni non riguardano solo la detective fiction. Qua e là ci sono riferimenti alla Alice di Lewis Carroll, immancabili citazioni dai Salmi e dalla Bibbia e anche dettagli storici che hanno a che fare con la realtà. Un esempio fra tanti è la fotografia in cui si riuscirebbe a vedere una fata, quella del racconto che apre la raccolta. Qui la scrittrice omaggia le fotografie di Elsie Wright e di Francis Griffiths. I due giovani cugini sarebbero gli autori di cinque scatti che all’epoca hanno fatto molto scalpore, perché sembrerebbe che nelle foto compaiano degli esserini volanti, delle fate. L’opinione pubblica era divisa, alcuni ritenevano che le immagini fossero dei falsi, altri ne sostenevano la veridicità. Tra questi ultimi c’era anche sir Arthur Conan Doyle.

Una delle famose foto incriminate.

Di Tommy e Tuppence: in due si indaga meglio esistono poi degli adattamenti per il piccolo schermo. Del 1983 è una serie tv di dieci episodi prodotta dalla London Weekend Television. A ricoprire i ruoli di Tommy e Tuppence sono James Warwick e Francesca Annis. Poi, nel 2015, la BBC ha dedicato ai due degli episodi multipli. I primi sono ispirati ad Avversario segreto e a Quinta colonna, i restanti sei alla raccolta di racconti In due si indaga meglio.

Tommy e Tuppence invecchiano nel fisico ma la loro relazione rimane sempre la stessa. Tuppence, l’irrequieta e brillante Tuppence, pungola e trascina il marito dietro a misteriosi annunci, scomparse inspiegabili e strani messaggi. I due danno vita a veri e propri stacchetti comici che ricordano quelli di una vecchia e amabile coppia di sposi (Sandra e Raimondo?).

«Che cosa ti opprime di più, io o i soldi?»

«Niente mi opprime, è solo che mi sono abituata a star bene. Finché non si prende il raffreddore non ci si accorge che respirare dal naso è un dono del cielo.»

«Vuoi che provi a trascurarti un po’, che vada in giro per locali notturni in cerca di ragazze?»

«Inutile, m’incontreresti con degli altri, con la differenza che io so che t’importa solo di me e tu non puoi dire altrettanto. Le donne sono più autosufficienti degli uomini.»

Tommy e Tuppence, nell’universo christiano, sono un unicum. Da un lato sono i soli personaggi a invecchiare, dall’altro ogni lettore sa che saranno sempre lì, pronti a farlo sorridere e a tirarlo su di morale quando qualcosa va storto.

-Davide


Per la prossima tappa della #ReadChristie2020 bisogna leggere una storia ispirata ai viaggi di Agatha Christie. Avete già in mente un titolo in particolare? Non vediamo l’ora di sentire cosa avete scelto!

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