Las Vegas Edizioni | Il ministero della bellezza di Marco Lazzarotto

L’abbiamo detto più volte, spesso i libri che fanno della propria forza la finzione e si allontanano dalla realtà sono anche gli strumenti migliori per comprenderla. E lo stesso si può dire del romanzo di Marco Lazzarotto, Il ministero della bellezza, rielaborato e riproposto quest’anno da Las Vegas Edizioni.

Marco Lazzarotto, classe ’79, torinese, scrittore e redattore, non è nuovo alle narrazioni «altre» – basti pensare al suo primo romanzo, Le mie cose, per rendersene conto. Come suggerisce il titolo del Ministero, in una realtà molto simile alla nostra viene istituito il Ministero della bellezza, presieduto da Dominic Ardemagni, parrucchiere non vedente salito alla ribalta grazie al tamtam della rete. Questa istituzione, all’inizio interpretata come un contentino per l’esperto di tricologia, inizia a promulgare norme che faranno piombare l’Italia in una vera e propria «Callistocrazia».

“Callistocrazia”, ecco come la chiamarono, dal greco kallistos, “più bello”, e kratia, “potere”. Potere dei più belli.

In questo sistema che avvantaggia i vincitori della lotteria della genetica, chi non è bello, attraente o chi non si adegua ai dettami del ministero sul fattore del decoro è un cittadino di serie B, se non addirittura una piaga da estirpare.

In questo contesto si inserisce Matteo Labrozzo, scrittore mediocre ma con talento (come gli ha detto qualcuno) che si barcamena lavorando nel mondo dell’editoria passando da una collaborazione all’altra. Matteo non è bello, questo viene messo in chiaro sin da subito. Ma non è nemmeno brutto. Ha delle maniglie dell’amore appena accennate, non è grasso. Ha una capigliatura rada, una calvizie perennemente incipiente. Al contrario, la sua ragazza, Lisa, non si rende conto di quanto sia bella, cosa che la rende ancora più affascinante agli occhi di Matteo.

I due vivono una vita normale fino all’arrivo dell’ispezione. L’ispezione è uno dei provvedimenti del neo istituito Ministero della bellezza: alcuni funzionari si presentano di casa in casa e controllano che gli standard di bellezza siano rispettati. Ed è qui che le cose si fanno complicate: Matteo non viene «bocciato», ma nemmeno supera la prova a pieni voti. Per Elisa invece è tutto di guadagnato: grazie alla sua bellezza riesce a ricevere una promozione, scavalcando perfino il suo datore di lavoro, e cambia di conseguenza il suo stile di vita.

Nella società la situazione cambia ancora più radicalmente. Vengono istituiti posti di blocco, una vera e propria ZTL della bellezza, zone dove solo i più belli e le più belle possono entrare. Con questa scusa vengono eliminati mendicanti, barboni, extracomunitari, tutti le persone che non hanno una voce.

Tutti questi provvedimenti, anche i più stupidi, come l’installazione di specchi ovunque, si fanno sempre più opprimenti. Matteo arranca e non riesce a far decollare la sua carriera di scrittore: uno dei requisiti di pubblicazione è essere bello, se non hai foto che lo provino non vai in stampa.

Marco Lazzarotto racconta una realtà alternativa – quella callistocratica, che su carta è quanto di più strampalato si possa immaginare – da un lato con grande ironia, strizzando l’occhio a certe situazioni alla Fantozzi, dall’altro facendoti venire la pelle d’oca. Quante e quanti di noi potrebbero essere all’altezza dei canoni stabiliti da Dominic Ardemagni?

Chi bazzica il mondo editoriale o anche solo chi si tiene informato sul mercato del libro, troverà in questo romanzo tante realtà ben conosciute restituite con soltanto un pizzico di esagerazione (il che rende tutto ancor più vero). Chi invece ne è all’oscuro avrà voglia di saperne di più.

Marco Lazzarotto supera la prova più difficile, mantenere vivo l’interesse del lettore. Se ancora non vi siete convinti, le atmosfere de Il ministero della bellezza ricordano un po’ quel film di Tonino Guerra, La decima vittima, con Marcello Mastroianni: un mondo come il nostro, ma leggermente diverso. Se vi è piaciuto quel film, leggete questo libro. Se invece avete letto prima il libro di Lazzarotto, recuperate il film e poi rileggete il libro, e vedrete che sarete d’accordo.

-Marco

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