#ReadChristie2022: Assassinio sul Nilo

Febbraio è quasi finito. Per noi si è trattato di un mese intenso e pieno di attività (che, se tutto va bene, porteranno presto a risultati concreti). L’imminente arrivo di marzo sancisce il momento di tornare a una delle nostre grandi passioni, Agatha Christie. Sì, è di nuovo ora della #ReadChristie2022! Questo mese, insieme a Chiara e Laura di Sister’s Books, a Sara di Istantanea di un libro e a tutte le persone che partecipano al gruppo Telegram della challenge, abbiamo letto una storia che ha a che fare con il viaggio e le storie d’amore. Visto che lo scorso 10 febbraio è arrivato al cinema, dopo un lungo travaglio, il nuovo film di Assassinio sul Nilo diretto da Kenneth Branagh, potete immaginare già quale libro abbiamo scelto.

Prima edizione UK di Poirot sul Nilo, illustrata da Robin Macartney.

Death on the Nile viene pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 1937, precisamente il 1 novembre. Assassinio sul Nilo, nel titolo italiano, è uno dei romanzi più letti, più venduti e più consigliati tra tutti quelli che Agatha Christie abbia mai scritto. Il romanzo arriva per la prima volta nel 1939 con il titolo Poirot sul Nilo, nella traduzione di Enrico Piceni. Come è successo a tante altre traduzioni dell’epoca, anche in questo caso il testo non è stato esente dalle censure del regime fascista e da quelle strategiche dovute alla mancanza di carta. La versione di Piceni manca di diverse parti e molti termini che descrivono le popolazioni non inglesi sono stati inaspriti. Inoltre, il finale originale del romanzo subisce alcune modifiche, per adeguarsi alla «morale» fascista. La traduzione verrà poi sistemata qua e là negli anni, per poi venire sostituita da quella di Grazia Maria Griffini prima e, recentemente, da quella di Paolo Valentino. Quest’ultima traduzione, restituisce al romanzo il titolo originale: Assassinio sul Nilo.

Poirot è in vacanza in Egitto, pronto per il suo viaggio sul Karnak, un battello da crociera sul Nilo. Gli altri passeggeri vengono da diverse parti del mondo e da diverse classi sociali: c’è la ricca americana Linnet Ridgeway – accompagnata dalla cameriera, Louise Bourget – da poco sposata con Simon Doyle. C’è Jacqueline de Bellefort, vecchia fiamma di Simon ed ex-amica di Linnet. Ci sono la celebre scrittrice di romanzi d’amore Salome Otterbourne e la figlia, Rosalie, la signora Allerton e il figlio Tim. C’è Marie Van Schuyler, accompagnata dall’infermiera, Miss Bowers, e c’è la giovane cugina, Cornelia Robson. Concludono il gruppo Andrew Pennington, il gestore finanziario di Linnet, che stranamente si trova anche lui in vacanza sul Nilo, James Fanthorp, uno strano giovanotto, il Dr. Bessner e Guido Richetti, un archeologo.

Agatha Christie ci riporta, dopo soli tre anni dalla sua pubblicazione, su un mezzo di trasporto lussuoso quasi quanto l’Orient Express e, proprio come il treno, anche il Karnak diventa palcoscenico di un delitto.

Studiando i quaderni di Christie, John Curran racconta un po’ di retroscena della storia che forse più di tutte dimostra l’abilità di narratrice della Regina del giallo. Nelle fasi embrionali del romanzo la Christie aveva immaginato come protagonista Miss Marple.

Quattro anni prima era apparso un racconto con protagonista Parker Pyne intitolato Death on the Nile, Morte sul Nilo. E, sfogliando i quaderni, scopriamo che questo racconto avrebbe dovuto avere come protagonista Hercule Poirot. Ancora una volta Agatha riutilizza e modifica titoli e personaggi.

Pensando alla zitella di St. Mary Mead, e al fatto che fino al ’37 i lettori l’hanno sempre vista nella comodità del suo piccolo paesino inglese (La morte nel villaggio, Miss Marple e i tredici problemi), pare difficile immaginarla alle prese con un viaggio che all’epoca sarebbe stato considerato esotico tanto quanto potrebbe esserlo per noi oggi raggiungere la Luna o Marte. In più il personaggio di Poirot era già un viaggiatore provetto, e il fatto che fosse straniero avrebbe agevolato la trama e la coerenza del testo.

Tra le altre note, un piccolo easter egg che troviamo anche nel romanzo: Salome Otterbourne è una scrittrice di romanzi rosa, che con il suo Snow Upon the Desert’s Face ha raggiunto la fama. È chiaramente un rimando al primo romanzo non-giallo scritto dalla Christie in età giovanile, mai pubblicato.

Tutti ricordiamo Salome Otterbourne perché nel film del 1978 viene interpretata da Angela Lansbury. La pellicola che vede per la prima volta Peter Ustinov nei panni di Hercule Poirot. Quello del 1978 è un cast stellare: insieme ai già citati troviamo Bette Davis, Maggie Smith, Mia Farrow e David Niven. Chissà se il nuovo cast messo insieme da Kenneth Branagh sarà in grado di raggiungere lo stesso livello del precedente adattamento cinematografico (Spoiler: per noi è un sì).

Oltre a dirigere Assassinio sul Nilo, nella nuova versione cinematografica da poco arrivata al cinema, Kenneth Branagh veste ancora una volta i panni di Hercule Poirot. Ad accompagnarlo sono Gal Gadot, Armie Hammer, Emma Mackey, Letitia Wright, Sophie Okonedo, Russel Brand, Ali Fazal, Tom Bateman (il Bouc di Assassinio sull’Orient Express del 2017), Annette Bening, Rose Leslie, Jennifer Saunders e Dawn French.

Il film, dopo due anni dalla data di uscita originale, è arrivato nelle sale scatenando alcune polemiche tra i fan(anatici) più entusiasti delle opere di Agatha Christie. Diverse sono state le alzate di scudo e le accuse: c’è chi si lamenta per le variazioni alle storie e ai ruoli dei personaggi, c’è chi invece non sopporta le novità introdotte dal regista/protagonista, come la back-story dei baffi di Poirot, baffi che hanno aperto un contenzioso tra i fan già nel 2017.

Noi siamo andati al cinema il giorno dell’uscita di Assassinio sul Nilo, per vedere con i nostri occhi questo nuovo film, senza grandi aspettative. Forse è questo il segreto, perché siamo usciti dal cinema soddisfatti. Branagh restituisce un Hercule Poirot interessante. Nessun membro del cast dà l’impressione di voler prevalere sull’altro, come invece ci è sembrato su Orient Express.

Certo, l’aggiunta della storyline dei baffi di Poirot non ci ha fatti impazzire, ma dopo quello che si era inventata Sarah Phelps in The ABC Murders della BBC è stato come bere un bicchier d’acqua. Per noi il film è promosso a pieni voti: cast ottimo, scenografie imponenti (anche se la CGI a volte la fa troppo da padrone), ma soprattutto una storia che conserva il cuore del romanzo scritto da Agatha Christie.


Vi ricordiamo che anche questo mese saremo in videochiamata su Google Meet insieme a Chiara, Laura, Sara e tutti i partecipanti del Gruppo Telegram per discutere di Assassinio sul Nilo. L’appuntamento è per domenica 27 febbraio alle ore 21.

-Davide & Marco

3 pensieri su “#ReadChristie2022: Assassinio sul Nilo

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