#ReadChristie2022: Il mistero del Treno Azzurro

Da un mezzo di locomozione… all’altro. Se nella scorsa tappa della #ReadChristie2022 abbiamo letto Assassinio sul Nilo e siamo stati insieme a Poirot sul Karnak, questa volta siamo saliti a bordo di un lussuoso treno. No, non stiamo parlando dell’Orient Express ma del Treno Azzurro, che dà il titolo a uno dei primi romanzi di Agatha Christie.


Perno centrale de Il mistero del treno azzurro è l’assassinio di Ruth Kettering, figlia del milionario americano Rufus Van Aldin. La ragazza sale sul famoso Treno Azzurro, il treno «dei ricchi», con l’idea di dirigersi in Costa Azzurra, per incontrare un affascinante e sospetto uomo che si fa chiamare conte Armand de la Roche. A infittire la complessa trama di questo delitto è la sparizione di un prezioso rubino che Ruth portava con sé, il Cuore di fuoco. Con l’aiuto di una giovane donna inglese diventata improvvisamente ricca, Katherine Grey, Poirot indaga sull’omicidio e sul furto. Che siano in qualche modo collegati? O i sospetti dovrebbero ricadere sul marito di Ruth, Derek, da cui la ragazza stava per divorziare, e su Mirelle, la sua amante?


Il romanzo esce nel Regno Unito nel marzo del 1928. In quel periodo Agatha Christie vive uno dei momenti più bui della sua esistenza. Soltanto due anni prima era scomparsa misteriosamente per dieci giorni – prima di essere ritrovata sotto falso nome allo Swan Hydropathic Hotel di Harrogate – e da poco aveva divorziato dal marito Archie, che la tradiva con la segretaria, e aveva perso la madre. A questo punto si trova nella posizione di dover agire da «scrittrice professionista» e, pur non trovandosi nello stato d’animo adatto per lavorare, si vede costretta a scrivere, per migliorare la propria condizione economica. È lei stessa a raccontare di questa esperienza nella sua autobiografia.

Scrivevo con apatia e senza provare gioia alcuna. La vicenda non era originale; avevo, infatti, parzialmente riadattato un altro mio lavoro. Sapevo a cosa miravo, ma non riuscivo a vedermelo davanti né a dar vita ai personaggi. L’unica spinta a scrivere era costituita dalla necessità di produrre un altro libro, che mi permettesse di guadagnare dei soldi.

Quando Christie dice di aver riadattato un suo precedente lavoro, fa riferimento a un racconto, che già prevedeva la presenza di Poirot. Si tratta di L’espresso per Plymouth, pubblicato nell’aprile del 1923. La storia del Cuore di fuoco viene espansa e vengono introdotti nuovi personaggi che nel racconto originale sono assenti. Per portare a termine questo lavoro, ovvero Il mistero del Treno Azzurro, Christie sceglie di partire alla volta di Tenerife, insieme alla figlia Rosalind e alla sua segretaria, Caro Fisher. Trovandosi in una posizione di costrizione, la scrittrice non ha ricordi piacevoli legati alla stesura del romanzo, né ha mai apprezzato particolarmente questa sua storia.

Fu quello il momento in cui mi trasformai da scrittrice dilettante in una vera professionista, a cui tocca di scrivere anche quando non ne ha voglia, quando quello che scrive non la entusiasma o quando è convinta di farlo male. Ho sempre odiato Il mistero del Treno Azzurro, che, comunque riuscii a finire e mandai all’editore. Sul piano delle vendite fu un successo; non mi restava che dichiararmi soddisfatta, anche se non ero molto orgogliosa del risultato.

Il mistero del Treno Azzurro è decisamente lontano dai canoni di altre grandi opere di Agatha Christie, opere che lo superano per qualità letteraria e per intreccio. Ma ci sono alcuni particolari interessanti che vanno tenuti presenti. Uno di questi è il personaggio di Katherine Grey. La giovane donna inglese ha accudito per anni un’anziana signora di St. Mary Mead che, alla sua morte, ha deciso di lasciarle un’ingente somma di denaro. Esatto, Katherine arriva proprio da St. Mary Mead, il piccolo villaggio in cui vive anche Miss Marple. Purtroppo Katherine sembra non conoscere l’arzilla detective di campagna, ma la presenza del luogo che le ha dato i natali in un romanzo di Poirot lascia qualche curiosità su quello che sarebbe potuto essere un Christie-verse. Ciò detto bisogna ricordare anche la coincidenza temporale: Miss Marple aveva debuttato nel racconto The Tuesday Night Club soltanto tre mesi prima del Treno Azzurro.


Nel romanzo Christie inserisce, come sua abitudine, una storia d’amore – piuttosto secondaria e dimenticabile – e il furto di un gioiello. Quest’ultima particolarità fornisce lo spunto per alcune scene che ricordano altri più celebri romanzi di spionaggio. Basti pensare al momento in cui la gemma viene acquistata nelle primissime pagine del capitolo che apre il volume. Il Cuore d’oro poi, è anche una ottima occasione per depistare il lettore, le cui celluline grigie impazziscono dietro dettagli di poca o nessuna rilevanza.


Il mistero del Treno Azzurro è anche il primo romanzo in cui compaiono il maggiordomo di Poirot, George, e il signor Goby, un uomo i cui servigi verranno richiesti più volte dal detective baffuto. Goby è capace di reperire qualsiasi informazione in merito a qualsiasi persona di passato più o meno oscuro. Questo personaggio fa un’apparizione anche in Dopo le esequie e in Sono un’assassina?, per fare alcuni esempi.


Al di là di queste piccole curiosità che fanno sempre parte di quello che poco più su abbiamo definito come Christie-verse, Il mistero del Treno Azzurro rimane un’opera di modesto valore letterario e di marginale importanza rispetto alla produzione christiana. Questo tuttavia non inficia la scorrevolezza del testo e la trama, che rimane perfettamente coerente e ben costruita coi suoi indizi e red herring.

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