I Tardigradi: la Nuova Biblioteca del Fantastico di Eris

I tardigradi, o orsi d’acqua, sono dei piccoli microrganismi capaci di resistere a lungo nelle peggiori condizioni possibili. Pensate allo scenario più catastrofico che vi venga in mente: assenza completa di acqua, cibo, temperature estreme, perfino vuoto nello spazio. Ai tardigradi non fa un baffo. Queste creaturine a otto zampe sono la mascotte e danno il nome alla nuova collana dedicata alle narrazioni fantastiche – nell’accezione più ampia possibile – di Eris, una piccola biblioteca che ospita racconti lunghi che vanno dalle settantamila alle novantamila battute. Il nome ci sembra quanto mai appropriato, considerato che il fantastico, nonostante le vessazioni snobistiche e le fluttuazioni del mercato editoriale, continua a esistere e a resistere.

«Diceva Borges che tutta la letteratura è fantastica, eppure esiste un elemento che contraddistingue specificamente il genere del fantastico, ovvero la sorpresa. Esistono cose reali che ci sono completamente ignote e cose immaginarie che invece ci sono familiari, il fantastico è soprattutto ciò che è in grado di stupirci.»

I primi tre titoli che hanno inaugurato la collana, e che sono in libreria da tempo, sono molto diversi tra loro ed esplorano differenti aspetti della natura umana. Si tratta di: Creature dell’assenza di Gloria Bernareggi e Sephira Riva; Un allegro nichilismo cosmico di Alessandro Sesto; Corpo di Silvio Valpreda. Ciascuno dei piccoli volumi è accompagnato da un minuscolo tardigrado disegnato da Davide Bart Salvemini e da tre bellissime illustrazioni realizzate rispettivamente da Elena Mistrello, Stefano Zattera e Tommygun.

I racconti in questione sono una perfetta rappresentazione dello spirito della collana. Nei Tardigradi è benvenuta la narrativa fantastica in ogni sua forma. Può essere una storia dai toni fiabeschi ambientata in Croazia come Creature dell’assenza, o una storia su corpi artificiali e prolungamento della vita umana come Corpo. Prima abbiamo detto che i tre volumi sono molto diversi tra loro, ma alcuni punti di contatto in realtà esistono.

In Creature, Marina e Petra, due donne di generazioni diverse appartenenti alla stessa famiglia, si trovano a dover fare i conti con i propri traumi, il vuoto e l’assenza lasciati dalla perdita di alcune persone a loro care. Anche Corpo tratta in qualche misura dell’assenza, solo che in questo caso è qualcosa di più fisico. La protagonista, Alessandra, è sopravvissuta a un incidente insieme al suo ragazzo. Viste le condizioni in cui versa il corpo di lui, sceglie di autorizzare il trasferimento della coscienza del giovane in un corpo artificiale, sano. Questo evento di partenza sarà l’occasione per riflettere sula propria identità e su cosa ci renda davvero umani. Sono entrambe storie molto malinconiche e che suscitano riflessioni importanti.

Non da meno è Un allegro nichilismo cosmico, anche se il tono e l’atmosfera sono decisamente diversi. Nicolas, un ragazzo che vive la propria vita con il massimo della spensieratezza che il mondo gli consente, si trova invischiato nella faida infinita di due fazioni contrapposte che guardano all’esistenza con una visione completamente opposta. Da un lato ci sono la magia e l’occulto, dall’altro la razionalità e il positivismo. Con un’ironia e una comicità sferzanti, Sesto riflette sull’apparente inconciliabilità delle due parti, strappando perlomeno un sorriso anche al lettore più serio. Chi l’ha detto che non c’è spazio per le risate nella letteratura?

Parafrasando il titolo del racconto di Valpreda, ciascuna di queste storie ricompone quel mostro di Frankenstein che è l’essere umano: il corpo fisico, la sua esperienza emozionale e i suoi sentimenti, la sua mente. Sono tre storie molto diverse tra loro ma che tornano sempre sullo stesso punto e che ci parlano sempre della stessa cosa, noi, la nostra identità.

I Tardigradi danno risposta alla domanda fondamentale sulla letteratura, l’universo e tutto quanto. Non esistono libri di serie A o serie B. Non esistono la letteratura e poi il genere. Ci sono solo buoni libri e cattivi libri. Che siano di genere, narrativa, autofiction o qualsiasi altra etichetta possiate leggere sugli scaffali di una libreria.

-Davide

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