Cinque luoghi letterari a Torino

Di Torino si conoscono tante anime. Spesso si parla della Torino magica, una città in bilico tra misticismo e forze oscure (quante volte ho sentito parlare di sette e strani rituali alla Gran Madre). Ha un’anima noir, una culinaria e poi, ovviamente, ce n’è una culturale. Che è poi quella che preferisco.

Sono davvero tantissimi gli scrittori e le persone del mondo letterario italiano che hanno calcato le strade di questa città e che vi hanno vissuto per un periodo di tempo più o meno lungo, Primo Levi, Natalia Ginzburg, Carlo Fruttero, Franco Lucentini e chi più ne ha più ne metta. E poi non dimentichiamo che la casa editrice Einaudi è nata proprio qui e qui ha ancora una sede storica.

Insomma, di luoghi dal fascino culturale a Torino ce ne sono di innumerevoli, la qual cosa rende pressoché impossibile fare una classifica dei miei posti preferiti. Ce ne sono però alcuni che sento il bisogno di condividere per l’affetto che suscitano in me.

  1. Caffè Platti

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Foto di Ornella Orlandini

Questo Caffè storico, che risiede in Corso Vittorio dal 1875, è sempre stato un punto di ritrovo importante per la vita culturale della città ed è sempre stato tanto caro ai torinesi. Molti sono stati i frequentatori (affezionati) del locale, fra i tanti, Luigi Einaudi, docente universitario e poi Presidente della Repubblica, e Cesare Pavese, il celebre scrittore, traduttore e saggista che, nel giugno del 1950, vinse il Premio Strega con il suo romanzo, La bella estate. Pavese vi si recava spesso anche per la vicinanza alla scuola che frequentò, il liceo D’Azeglio (che è anche la mia alma mater), vera e propria fucina di talenti letterari e non (lì vi nacque anche la Juventus).

  1. Palazzo Perini

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Piazza San Martino, oggi Piazza XVIII Dicembre

Palazzo Perini è il luogo dove Edmondo De Amicis scrisse il suo libro più celebre, Cuore. L’edificio si trova nell’attuale Piazza XVIII dicembre che, all’epoca, si chiamava Piazza San Martino ma il cui nome venne poi cambiato per ricordare le vittime della strage fascista di Torino del 1922. Il romanzo Cuore era ed è un’opera che promuove i valori laici del Risorgimento italiano ed ebbe un grande successo tanto che venne tradotta in numerose lingue, apprezzata per gli insegnamenti pedagogici e per gli elementi storici. A ricordare lo scrittore ci pensa anche il monumento realizzato da Eduardo Rubini, situato in Piazza Carlo Felice, nel giardino Sambuy (celebre anche per chi ha letto Le venti giornate di Torino di Giorgio De Maria )

  1. La casa di Primo Levi

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Dopo essere sopravvissuto all’orrore del campo di concentramento di Auschwitz, Primo Levi tornò a vivere a Torino, nella casa dei suoi genitori, in Corso Re Umberto 75. Vi trascorse tutta la sua vita, sino alla tragica morte avvenuta l’11 aprile 1987. Nell’elegante palazzo visse una delle menti più acute e tormentate del Novecento italiano, noi lo ricordiamo principalmente per Se questo è un uomo, ma fu uno scrittore estremamente prolifico, con romanzi (La chiave a stella e Se non ora quando?, fra i tanti), racconti e traduzioni (tradusse Kafka per Einaudi, per citarne uno).

  1. Casa Editrice Einaudi

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In via Biancamano, nei pressi di Piazza Solferino, c’è un vero e proprio luogo di culto letterario, l’Einaudi. La casa editrice venne fondata nel 1933 da un gruppo di allievi del liceo classico D’Azeglio. Sin da allora ha sempre svolto la funzione di ritrovo culturale delle più grandi menti del mondo letterario dell’epoca. Giulio Einaudi, Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Cesare Pavese, Natalia Ginzburg, sono solo alcuni dei nomi più importanti e che sono stati lo scheletro portante di questa casa editrice. L’emblema dello struzzo campeggia sul portoncino della viuzza, memoria della rivista «La Cultura» di cui Giulio Einaudi fu l’ultimo editore, prima della soppressione da parte del regime fascista nel 1935.

  1. Il Circolo dei lettori

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Lo cito spesso ma, riparato da sguardi indiscreti dalla Biblioteca nazionale è il Circolo dei lettori. Questo luogo di raccolta votato agli eventi culturali, allo studio e alla buona compagnia è custodito dal raffinato Palazzo Graneri della Roccia. Un must per chi viene in visita a Torino per respirare quell’ambiente di cultura elegante e speciale che solo le sale coperte di dipinti del Circolo sanno dare. E per chi è più interessato al cibo c’è anche il Barney’s!

Ci sarebbero tantissimi altri posti da citare, tutti punti chiave della vita culturale e intellettuale di Torino. Perciò, quando venite in visita nella città sabauda non dimenticatevi di fare anche un po’ di sano turismo letterario!

-Davide

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