Dieci regole per il moderatore perfetto

Negli ultimi anni mi è capitato, sempre più di frequente, di partecipare a presentazioni di eventi culturali e libreschi, sottoponendomi pertanto a un campionario piuttosto diversificato di situazioni più o meno singolari, siano esse di natura organizzativa, siano esse di natura più squisitamente umana.

La mia attenzione è stata catturata in particolare da una figura la quale talvolta passa inosservata o, in altri casi, tutto il contrario. Sto parlando del moderatore, quel carismatico, a volte un po’ meno, figuro che accompagna il nostro amato autore durante l’evento di presentazione che siamo andati a sentire.

La scelta del moderatore è dettata da numerosissimi fattori, non ultimo la disponibilità dello stesso. Ma poi incidono anche l’esperienza, il tipo di folla che si vuole attirare, la fama e la competenza in merito a un determinato argomento. Per questo, chi frequenta i luoghi di cultura, si trova davanti una quantità di approcci e tecniche di presentazione così diverse tra loro che viene facile chiedersi quale sia quello più efficace. Probabilmente, anche qui, è una questione di materia trattata e tipologia di uditori.

M’incuriosiva l’idea di creare una sorta di decalogo, dieci regole che rendono un moderatore particolarmente efficace. Va da sé che i punti sono strettamente personali, la mia esperienza nel campo dell’organizzazione di eventi è microscopica, quello che scrivo lo scrivo in qualità di osservatore, a partire dall’esperienza che ho vissuto, e può essere o meno condivisibile. Bando alle ciance, questi sono i miei dieci punti.

moderatóre s. m. e agg. (f. –trice) [dal lat. moderator –oris]. – 1. a. Chi modera, chi induce a moderazione o pone un freno, una regola: fu un saggio mdella violenza popolarela ragione deve essere moderatrice degli istinti. Per estens., chi dirige e coordina un dibattito, in convegni, tavole rotonde e sim., e spec. in trasmissioni radiofoniche o televisive.

Definizione di moderatore, da Treccani

  1. Il moderatore deve, per l’appunto, coordinare. Pertanto dialoga con l’autore, certo, ma senza monopolizzare la conversazione. Al centro della serata ci sono il libro e l’autore, non le memorie di chi modera.
  2. Negli ultimi tempi il pubblico è attratto anche dal nome del moderatore, per questo, e perché chi svolge questo compito deve anche stimolare la conversazione e far sentire a suo agio l’autore, è sconsigliato altresì l’atteggiamento opposto a quello precedente, ovvero un semi-mutismo con poche domande concise.
  3. In alcuni casi è presente più di un moderatore. In situazioni simili è buona norma lasciare spazio anche all’altro/altri interlocutore/i, senza monopolizzare l’autore e sempre garantendo che i riflettori siano puntati su quest’ultimo.
  4. Per certi versi emanazione del primo punto. La presentazione di un libro altrui non è il momento ideale per pubblicizzare il proprio libro, si potrebbe dire che esiste un limite alla decenza.
  5. A causa di impegni concomitanti o urgenze di vario tipo non è sempre possibile terminare la lettura, o a volte proprio iniziarla, del libro presentato. In questo caso meglio non sottolineare troppo la mancanza e lasciare più spazio all’autore.
  6. Sembra banale ma a volte succede il contrario (mi vengono in mente almeno un paio di occasioni) e quindi è opportuno ricordare che è necessario mantenere un atteggiamento decoroso, soprattutto se si è su un palco, perciò meglio resistere a pruriti, per quanto insistenti, in zone, come dire, che normalmente fuggono lo sguardo umano (sul serio, è davvero successo).
  7. Altra apparente banalità. Cercare di arrivare sempre preparati, per evitare balbettii scomposti e silenzi imbarazzanti.
  8. In caso di autore straniero, avere sempre la pazienza di attendere la traduzione dell’interprete. Tutti i presenti in sala hanno il diritto di comprendere quello che è stato detto. Poi, per carità, può succedere anche un paio di volte, per semplice svista, ma meglio evitarlo.
  9. Altra semi-banalità. Parlare chiaro e con un tono di voce comprensibile.
  10. Soprattutto negli incontri più formali, evitare di mangiare di fronte al pubblico. Ricade un po’ sotto la categoria degli atteggiamenti indecorosi di cui abbiamo parlato prima.

Che altro dire? Alcune cose possono sembrare incredibili, ma sono accadute davvero! In definitiva, non so se esista realmente un perfetto moderatore, come un perfetto qualsiasi cosa, ma di certo ci sono delle regole di base che possono rendere l’evento più piacevole per tutti.

Fatemi sapere quali sono le vostre esperienze e le vostre personalissime “regole”!

-Davide

2 pensieri su “Dieci regole per il moderatore perfetto

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