#RadicalBookFair | Intervista a Roberta Sofia: Emons Edizioni, Emons Record e comunicare gli audiolibri

Roberta Sofia (Reggio Calabria, 1995) ha studiato Filosofia all’Università di Messina e conseguito il master «Il lavoro editoriale» della Scuola del libro di Roma.
Inizia il suo percorso all’interno del mondo editoriale grazie a uno stage presso Edizioni SUR, dal settembre 2018 lavora per Emons Edizioni. Dal maggio 2019 gestisce la rivista online Altri Animali.

Il settore degli audiolibri è quello che, nell’ultimo periodo, ha guadagnato maggiormente terreno con i lettori. Ma come si comunica qualcosa che solitamente è scritto? Lo abbiamo chiesto a Roberta Sofia, che dal 2018 lavora per Emons Edizioni. La ringraziamo ancora per aver risposto al nostro appello.


Roberta Sofia, ti occupi dell’ufficio stampa Web di Emons Edizioni, ma non solo. Sei anche direttore editoriale di Altri animali, una rivista culturale. Come sei arrivata nel mondo dell’editoria?

Ho sempre avuto un immaginario molto romantico, fin da bambina i libri sono stati una grande compagnia e soprattutto degli oggetti che mi hanno affascinata. Mentre ero in procinto di concludere il mio percorso di laurea triennale in Filosofia, si è accentuato il desiderio di provare a conoscere dall’interno il mondo editoriale: immaginavo gli addetti ai lavori intenti a scegliere la copertina di quel romanzo che avevo tanto amato e gli scrittori curvi sulle loro scrivanie a limare i propri personaggi e trame. Così nel marzo del 2017 ho deciso di trasferirmi a Roma per frequentare il master Il lavoro editoriale, organizzato dalla Scuola del libro. Senza avere neanche il tempo di rendermene conto mi sono poi ritrovata completamente immersa nel mondo che tanto desideravo conoscere e in cui mi sarebbe piaciuto lavorare. Oltre a lavorare come ufficio stampa, dal maggio 2019 mi occupo della rivista culturale online Altri Animali, nata in seno alla casa editrice Racconti, ma che da un anno a questa parte ha cambiato veste e contenuti nelle mani di una nuova gestione, con dei colleghi che sono innanzitutto amici.

Ufficio stampa, e fino a qua possiamo immaginare vagamente cosa vuol dire. Ma ufficio stampa web, cosa significa? Puoi spiegarcelo?

Se dovessi cercare una definizione per descrivere il mio lavoro, direi che mi occupo di raccontare i libri alle redazioni di riviste digitali e siti web e blogger, produco i contenuti che poi andranno sui social della casa editrice. Svolgo anche una parte di lavoro offline, e riguarda tutto il lavoro legato agli eventi e alle presentazioni dei libri. Sin dal mio stage per Edizioni SUR ho iniziato a lavorare concentrandomi sul mondo del web e dei social media. Credo nel potere della comunicazione online e nel ruolo che oggi hanno blogger e influencer. Penso che così si possano davvero raggiungere i lettori in maniera trasversale e coinvolgere i giovani attraverso un linguaggio e un mondo che conoscono dall’interno e in cui sono totalmente immersi e di cui io stessa mi sento parte. Posso dire di conoscere il mondo digitale perché ne sono stata e sono innanzitutto una fruitrice, seguo infatti con attenzione chi comunica online. Credo che i social siano una dimensione in cui costruire relazioni reali, scambiarsi consigli e opinioni. Anche durante il mio periodo di formazione mi sono sempre immaginata nel ruolo di chi i libri li racconta e fa in modo che continuino a esistere grazie al fatto che se ne parli anche dopo che sono arrivati sugli scaffali delle librerie. È un lavoro che si fonda sui rapporti di fiducia reciproca, che con il tempo diventano più forti e concreti grazie anche ai momenti di incontro reale, come le fiere, che sono sempre un momento di grande scambio con i lettori e con tutte quelle persone che conosco solo virtualmente e a cui posso finalmente raccontare anche a voce i libri e gli audiolibri che ho amato.

Roberta Sofia

Per chi non lo sapesse, Emons Edizioni è probabilmente la casa editrice di punta nel settore degli Audiolibri in Italia (e non solo, viste le origini teutoniche del marchio). Come si lavora e si comunicano le storie non scritte, ma registrate?

Comunicare un audiolibro apre una serie di strade diverse rispetto a quelle che solitamente si percorrono per promuovere un nuovo romanzo in uscita. Le storie narrate ad alta voce hanno delle caratteristiche differenti, una su tutte la voce scelta per la lettura. Le scelte editoriali di Emons si basano per lo più sulla pubblicazione di grandi classici o bestseller per cui di quel libro – nella sua prima forma cartacea – si è già detto tanto. Libri come Anna Karenina o Il Gattopardo non necessitano di presentazioni, quello che di solito provo a fare è raccontare in che modo sia stata caratterizzata quella lettura, sia dal punto di vista delle scelte editoriali, sia dal punto di vista del lettore; mi soffermo sul ritmo scelto e anche su quelle nuove sfumature che tramite l’orecchio si possono cogliere. È importante per me esaltare il valore aggiunto che si può avere diventando un ascoltatore di audiolibri, si tratta infatti di un’esperienza diversa rispetto alla lettura in solitaria che non va a sovrapporsi o a sostituire a quest’ultima, ma piuttosto la affianca. La voce del lettore ti accompagna e ti fa da guida, tutto questo rende l’ascolto un’esperienza molto intima.

In realtà però Emons ha in catalogo anche delle collane cartacee, giusto?

Emons Edizioni è anche sinonimo di Gialli e di Guide. Due le collane cartacee: la collana Gialli Tedeschi, nella quale pubblichiamo romanzi gialli, thriller e black comedy scritti da autori tedeschi e la collana 111, una collana di guide narrative di città e luoghi, in cui vengono raccontati 111 luoghi insoliti e che proprio dovreste scoprire – come recita il titolo del format – di città come Parigi, Roma, Buenos Aires e molte altre.

Nell’ultimo periodo il settore dell’audiolibro viene visto, anche dai lettori, di buon occhio (non come l’eterna diatriba digitale/cartaceo). L’offerta che dà Emons ai propri lettori è molto varia, sempre curata, pensi che questi siano gli unici segreti del successo di questo mezzo?

Noto sempre di più, e con grande piacere, che la curiosità rispetto al mondo dell’audio sia in grande crescita. È difficile a volte convincere un lettore forte a provare questa esperienza di lettura alternativa, ma non impossibile! Quando riesco a incuriosire almeno un po’ rispetto agli audiolibri qualcuno, la sensazione è quella di aver raggiunto un gran traguardo. Sono certa che una volta provato, poi si riesca a comprendere davvero come ascoltare una lettura ad alta voce – così come leggere in ebook – non sia un’esperienza che prescinde dalla lettura dei libri cartacei, ma un modo per implementare i momenti di lettura. La diffidenza è normale e comprensibile, eppure può essere superata. Si può ascoltare un audiolibro quando si cammina, quando si fa sport, quando si cucina o quando si fanno lunghi tragitti sui mezzi, cioè dei momenti in cui effettivamente sarebbe complicato sfogliare delle pagine. La linea editoriale di Emons si basa sulla scelta di grandi titoli letti da grandi scrittori e attori, c’è una cura nella scelta di ogni titolo e anche nella voce che interpreterà il testo, questo ad oggi ci ha portato ad avere un catalogo vasto – che conta ormai circa 300 titoli – ed è forse anche grazie a queste caratteristiche, che il nostro pubblico è molto diversificato e ampio.

off-the-record

Parlando di offerta, da poco Emons ha annunciato la nascita di Emons Record, con la produzione di AudioSerie, podcast e dietro le quinte della registrazione di un audiolibro. Ce ne vuoi parlare meglio?

Questo marzo abbiamo lanciato Emons Record, una nuova divisione della casa editrice che nasce con l’intento di essere il contenitore di audioserie e podcast. Essendo Emons una casa editrice che si occupa innanzitutto di audio, abbiamo pensato che sarebbe stata una sfida interessante impegnarci anche in nuove tipologie di produzioni. Siamo partiti lanciando i podcast: Off the record, che vede protagonisti i nostri registi e che racconta tutto ciò che accade nel dietro le quinte della sala di registrazione che non si vede e non si sente, la prima puntata è dedicata a Il Maestro e Margherita letto da Paolo Pierobon, una delle uscite che più ho amato di quest’anno; Forty, il podcast che ci svela i super poteri dei quarantenni della scrittrice Carla Fiorentino, che gioca sull’ironica assonanza fra l’inglese “forty” e l’italiano “forti” e propone un’acuta ed esilarante riflessione sui quarantenni di oggi raccontandone manie e abitudini. Per quanto riguarda le audioserie, invece, siamo partiti con L’avvocato Guerrieri – La prima stagione, tratta dal romanzo di Gianrico Carofiglio Le perfezioni provvisorie. Protagonista e voce principale è Francesco Montanari, che interpreta Guido Guerrieri, e insieme a lui un ampio cast dà voce alle vicende. La caratteristica fondamentale delle audioserie è che rispetto agli audiolibri vi sono più voci e la lettura è sorretta da un sound design, che ricrea i suoni ambientali, e da alcune musiche. Le audioserie altro non sono che una versione 2.0 dei radiodrammi, quello che chi ascolterà ci troverà dentro è il connubio tra l’esperienza della lettura ad alta voce, che dal punto di vista editoriale è certamente frutto della nostra esperienza decennale nelle sale di registrazione, al linguaggio televisivo a cui ormai tutti siamo abituati grazie alle serie tv. È un prodotto innovativo e coinvolgente di cui andiamo molto fieri.

Non è però l’unica novità dell’ultimo periodo! Infatti, qualche mese fa, a Roma si è tenuta la prima edizione di Libri per le tue orecchie, la festa degli audiolibri. Come è nata l’idea e come l’avete organizzata?

Lo scorso novembre, grazie alla collaborazione con la Regione Lazio, è stato possibile realizzare Libri per le tue orecchie, tre giornate dedicate agli audiolibri e al mondo dell’audio. Ho immaginato, insieme ai miei colleghi, un programma da presentare alla Regione e, una volta approvato, è stato possibile organizzare incontri, reading e laboratori che avrebbero caratterizzato quel weekend. È stato molto interessante impegnarmi nell’organizzazione e strutturazione di un vero e proprio programma, i mesi di preparazione sono stati intensi. Il pubblico romano ha accolto molto bene e per noi è stata davvero un’occasione per raccontare gli audiolibri e far provare a superare la diffidenza riguardo questo mezzo. La soddisfazione che ho provato nel vedere Libri per le tue orecchie realizzato e nel vedere la risposta della gente che vi ha partecipato è stata una vera e propria gioia.

Parlando di festival non si può non parlare di eventi e fiere di settore. Quali sono quelle imperdibili e come si comunica il proprio lavoro all’interno di queste rassegne?

Amo molto le fiere editoriali, penso siano tutte imperdibili, perché ciascuna ha delle caratteristiche e soprattutto sono i momenti in cui gli addetti ai lavori possono davvero incontrare i lettori e raccontare le novità che la casa editrice ha portato in libreria. Il nostro anno lavorativo è scandito dalle fiere e dalle trasferte che ci fanno fare il giro dell’Italia per raccontare il nostro progetto editoriale. Per quanto riguarda il lavoro che in particolare gli uffici stampa fanno, si potrebbe dividere in due fasi: un momento preliminare, in cui insieme agli organizzatori della fiera scambiamo idee per creare gli eventi che poi andranno a far parte del programma e un secondo momento, una volta iniziata la fiera, in cui il tempo è scandito dalla partecipazione agli incontri e la vendita presso lo stand. Iniziamo a raccontare le novità ai lettori che si fermano a chiacchierare con noi, incontriamo giornalisti e blogger e riabbracciamo tutti i colleghi e amici delle altre case editrici. Si tratta di vere occasioni per poter scambiare opinioni e non solo, che permette sia al pubblico che vi partecipa, che agli addetti ai lavori, di conoscere le novità del mercato editoriale.

Festival Audiolibri

Abbiamo capito che il tuo focus principale è la comunicazione online, social: hai qualche consiglio per chi si vorrebbe avvicinare a questa professione?

La domanda che io mi pongo è: come faccio a entrare a far parte di questo coro di voci? Non so se sono la persona giusta a dare consigli, ma ci provo! Credo occorra una buona dose di interesse personale rispetto al mondo dei social e del web, è un universo in costante evoluzione e cambiamento e per stare al passo l’unico modo è provare ad “abitarlo” dall’interno in quanto fruitori per comprenderne le dinamiche, ma non solo. Entusiasmo e creatività sono altri due elementi importanti, il pubblico è sollecitato costantemente da notizie, iniziative e da infinite novità editoriali.
Provo sempre a inventarmi nuovi modi per comunicare le novità della casa editrice. Affezionarsi al proprio lavoro e ai nuovi progetti cercando sempre nuovi stimoli ecco, forse è un po’ questo il segreto.

Immaginiamo anche che sia tu a tenere i contatti con gli “influencer”. Come si gestisce la collaborazione con queste figure che sembrano arrivate per scardinare l’ordine costituito della comunicazione?

Se io avessi 16 anni oggi e mi piacessero i libri, credo che Instagram, in particolare, e Facebook, anche se in modo differente, sarebbero dei luoghi dove andrei a ricercare notizie su ciò che mi appassiona, provando a inserirmi nelle varie community esistenti. Non penso che il web abbia scardinato l’ordine costituito della comunicazione, è solo un altro luogo dove farla, che ha i suoi linguaggi e schemi. Il mio approccio positivo, ci tengo molto a instaurare relazioni reali con gli influencer con cui entro in contatto, provando a conoscerne i gusti letterari ad esempio. Come è importante instaurare un rapporto di fiducia con i giornalisti, lo è farlo con chi popola il web. Di solito quindi cerco di coltivare queste relazioni e ad oggi posso dire di avere anche creato delle vere amicizie grazie a questo lavoro.

Prima di lasciarci, considerando il momento difficile in cui stiamo vivendo come pensi che cambierà il mondo dell’editoria e della comunicazione editoriale? Ci spieghiamo meglio, pensi che ci troveremo in una situazione del tipo che le case editrici saranno costrette a stampare meno libri e quindi ad aumentare la qualità generale della produzione?

So bene che l’editoria non si è fermata nonostante il periodo di lockdown, e che ha, invece, continuato a raccontarsi grazie e soprattutto attraverso il digitale. Le presentazioni sono diventate delle dirette streaming, e anche iniziative come la solidarietà digitale, hanno permesso di far conoscere un po’ meglio il proprio catalogo. È un momento davvero difficile, che potrà generare delle conseguenze, ma ci reinventeremo sempre, come singoli e come comunità culturale.

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