Il Bloomsbury Group: un ponte tra due epoche

Quando si parla di Virginia Woolf si fa spesso riferimento a quello che è generalmente noto come il Bloomsbury Group, un circolo di intellettuali e artisti che, con una concezione innovativa dell’arte e della società, ha fatto da ponte tra l’epoca vittoriana e quella moderna.

Nel 1904, in seguito alla morte del padre, Sir Leslie Stephen, Virginia Woolf (che allora portava ancora il nome Stephen) e i fratelli Thoby, Adrian e Vanessa lasciano la casa paterna in Hyde Park Gate e si trasferiscono nel quartiere londinese di Bloomsbury, a Gordon Square. Proprio lì Thoby presenterà alle sorelle e al fratello i suoi amici del Trinity College di Cambridge, molti dei quali membri degli “Apostoli”, un gruppo universitario semi-segreto fondato da J.F.D. Maurice e John Sterling a Cambridge, intorno al 1820.

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Vanessa Bell e Virginia Woolf

I membri di questo circolo, che venivano chiamati “Bloomsberries“, si radunavano nella casa dei fratelli Stephen per discutere di arte, estetica e questioni filosofiche. Le loro idee erano fortemente influenzate dai Principia Ethica (1903) di G.E. Moore e dai Principia Mathematica (1910–13) di Alfred North Whitehead e Bertrand Russell. Al gruppo appartenevano scrittori e pittori di grande fama, il romanziere E.M. Forster, il critico d’arte Clive Bell, il biografo Lytton Strachey, l’economista John Maynard Keynes e il pittore Duncan Grant. E, ovviamente, Virginia e Vanessa, l’una scrittrice e l’altra pittrice. Con il trascorrere del tempo alcuni Bloomsberries si allontaneranno mentre nuovi volti si affacceranno. Essendo grosso modo costituito da due gruppi di artisti (pittori e scrittori) il Bloomsbury Group prevedeva due incontri, uno il giovedì, per gli scrittori, e uno il venerdì (The Friday Club), per i pittori. Al Friday Club si unirà anche Roger Fry, che lo influenzerà profondamente.

Il Bloomsbury Group aveva una fama non troppo lusinghiera, perché i valori e gli ideali che lo contraddistinguevano erano molto rivoluzionari per l’epoca. E non solo per la visione innovativa dell’arte. I Bloomsberries erano (quasi) tutti profondamente pacifisti, auspicavano la liberazione dalle inibizioni sessuali e molti di loro erano omosessuali o coinvolti in relazioni poliamorose. Potremmo considerarli quasi un gruppo di ribelli.

Riuscirono perfino ad arrivare sui giornali. Horace de Vere Cole, Adrian Stephen, Guy Ridley, Anthony Buxton, Duncan Grant e la stessa Virginia Woolf elaborarono uno scherzo ai danni della marina britannica. Nel febbraio del 1910 si travestirono da ambasciatori abissini, con tanto di trucco per scurire la pelle, e, vestiti di tutto punto, con turbanti e barbe posticce, convinsero le guardie della loro identità e fecero un giro di ispezione sulla nave ammiraglia H.M.S. Dreadnought, con la guardia d’onore ad accoglierli. Per evitare di gettare nell’imbarazzo la marina gli amici promisero di non farne parola con nessuno ma Cole rivelò lo stesso tutto alla stampa.

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Un anno dopo la morte di Thoby, nel 1907, Vanessa si sposa con Clive Bell e Virginia e Adrian lasciano la casa di Bloomsbury ai due sposi. I fratelli si trasferiscono invece in una casa a Fitzroy Square dove continueranno gli incontri del gruppo. A questo nuovo punto di ritrovo si aggiungerà poi la fattoria di Charleston, nel Sussex, dove Vanessa si trasferirà durante la Prima guerra mondiale, insieme a Duncan Grant, suo amante all’epoca, dopo essersi allontanata dal marito prima, e da Roger Fry dopo. Duncan Grant era omosessuale e aveva già avuto una storia con Keynes, ma nutriva un grande affetto per Vanessa. Ebbene, anche la fattoria del Sussex ospitò molte discussioni e ritrovi dei Bloomsberries e venne arredata con mobili e dipinti decorati dai pittori del gruppo.

Durante gli anni Trenta, tuttavia, il Bloomsbury Group iniziò a dissolversi, principalmente per la serie di morti improvvise che lo funestarono. Nel 1931 morì Lytton Strachey e soltanto tre anni dopo fu la volta di Roger Fry. Poi, nel 1937, venne a mancare uno dei figli di Clive e Vanessa Bell, Julian, seguito nel 1941 dal suicidio di Virginia Woolf (che aveva conosciuto il marito, Leonard Woolf, proprio grazie al gruppo).

Il membro più longevo fu Duncan Grant, che, con la sua morte nel 1978, pose ufficialmente fine al Bloomsbury Group.

Nonostante l’eccentricità dei suoi personaggi non dobbiamo dimenticare che gli intellettuali del gruppo hanno lasciato tra le nostre mani un’eredità imponente di romanzi, saggi, dipinti che testimoniano il cambiamento di un’epoca e in particolare il superamento dei valori vittoriani. Quando si riunivano tutti insieme attorno alla figura delle sorelle Virginia e Vanessa, prima ancora di essere un circolo, un gruppo chiuso di persone, erano un gruppo di amici, pronti a condividere con passione le proprie idee e il proprio tempo.

-Davide

 

9 pensieri su “Il Bloomsbury Group: un ponte tra due epoche

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      1. non c’è nulla di errato , no, va tutto bene. Ho un fiuto particolare per le sette d’Arte del primo novecento. Tutte queste nascondevano e si nascondevano come per non far sapere ai non addetti ai lavori le trame che portavano avanti. Loro le chiamavano rivoluzioni e sono d’accordo soli in parte, per il resto devo indagare. Sono i nome che mi turbano quando sono presenti anche in altri ambienti.
        Tranquillo mi hai dato un traccia buona da seguire.

        Ciao avide e grazie

        "Mi piace"

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