#ReadChristie2021 | Polvere negli occhi: Miss Marple tra tè e veleni

La primavera è finalmente arrivata e sembra pronta a lasciare spazio all’estate. Tempo di picnic, passeggiate e scampagnate all’aperto. Le giornate si allungano ed è sempre un piacere rimanere fuori casa, anche solo per godersi un po’ di tepore. Cosa ci vorrebbe di più? Non l’amaro, siamo quasi astemi, ma di sicuro una bella tazza di tè. A sopperire a questo bisogno è la tappa di maggio della #ReadChristie2021, la challenge organizzata dall’Agatha Christie LTD che dal 2019 ci sta facendo scoprire e riscoprire la Regina del giallo. Maggio, il mese delle rose, è dedicato a storie in cui il tè, la bevanda inglese per antonomasia, ha un ruolo fondamentale. Tantissimi i titoli tra cui scegliere, noi siamo andati sul sicuro con una rilettura: Polvere negli occhi.

A Pocket full of Rye (in originale) venne pubblicato sul Daily Express nel 1953, in una versione ridotta per adeguarsi al formato «a puntate». Gli anni d’oro della narrativa sui giornali erano ormai lontani, e gli editori non erano più disposti a pubblicare serie troppo lunghe. Il romanzo uscì in libreria più tardi quello stesso anno, mentre in Italia arrivò soltanto quello successivo, come negli USA.

La storia è abbastanza semplice e ripercorre alcuni stilemi classici di Agatha Christie: un delitto in una grande casa di campagna, un assassino ossessionato da una filastrocca per bambini e un investigatore, in questo caso un’investigatrice, pronto a risolvere il mistero.

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Copertina prima edizione USA

Rex Fortescue, un ricco uomo d’affari, muore inspiegabilmente dopo aver bevuto il suo tè mattutino. In cima alla lista dei sospettati è la moglie, Adele. Ma viene assassinata anche lei, sempre per avvelenamento, sempre dopo aver bevuto una tazza di tè. In queste macabre circostanze i vecchi adagi sono sempre validi, e quindi non c’è due senza tre. Gladys Martin, una cameriera a servizio dei Fortescue, viene ritrovata senza vita poche ore dopo dal rinvenimento del cadavere di Lady Fortescue.

Ci sono abbastanza elementi per far arrovellare le celluline grigie di qualsiasi investigatore, ma per un caso del genere – ci verrebbe da aggiungere, così inglese – c’è bisogno dell’unica e inimitabile Miss Marple. La nostra viene chiamata in causa dal suo senso di giustizia: Jane Marple conosceva la povera Gladys ma, soprattutto, sembra già sicura del legame che unisce i tre delitti. Fondamentali sono la segale trovata nella tasca del defunto e una pinza per il bucato.

Il delitto prende spunto da una nursery rhyme, una filastrocca: si tratta di Sing a song of six-pence, canzone in rima che fa parte del folklore inglese. La sua origine è sconosciuta, come capita spesso in questi casi. Si trova qualche accenno a questa fantomatica «canzone da sei soldi» (traduzione molto libera) in alcune opere shakespeariane (come La dodicesima notte) e in alcuni testi risalenti al XVII e al XVIII secolo. Oltre all’incertezza delle fonti, c’è quella delle versioni, che sono molteplici. Di seguito riportiamo quella cui fa riferimento Agatha Christie in Polvere negli occhi.

Sing a song of sixpence,
A pocket full of rye.
Four and twenty blackbirds,
Baked in a pie.


When the pie was opened
The birds began to sing;
Wasn’t that a dainty dish,
To set before the king.


The king was in his counting house,
Counting out his money;
The queen was in the parlour,
Eating bread and honey.


The maid was in the garden,
Hanging out the clothes,
When down came a blackbird
And pecked off her nose.

Tra tasche piene di segale e torte ripiene di uccelli canterini (una prelibatezza di origini italiane, come attesta la ricetta di Giovanni de Rosselli contenuta nel suo Epulario, datato 1530-40, tradotto in inglese in quello stesso secolo), Miss Marple trova il filo rosso che unisce le tragedie degli abitanti di Villino dei Tassi (Yewtree Lodge).

A chi frequenta le pagine di Agatha Christie con grande assiduità, non sfuggirà la presenza di alcuni elementi che rimandano ad altri suoi romanzi. Sicuramente È un problema, una delle storie preferite della scrittrice, che riprende i temi delle nursery rhyme, delle famiglie disfunzionali e della casa di campagna-microcosmo governata da un patriarca dal patrimonio considerevole. Se però in quel caso è il colpo di scena a farla da padrone e a rendere indimenticabile il romanzo, in Polvere negli occhi è l’atmosfera a vincere su tutto. Apparentemente la faccenda ha dell’ordinario, anche la disgrazia. Eppure, tutti i personaggi sono sospetti. Il lettore è cauto e diffidente, pesa ogni singola parola che viene pronunciata, proprio perché è tutto troppo tranquillo.

Miss Marple, come al solito, ne esce vittoriosa. Il suo personaggio, col passare degli anni, rimane sempre lo stesso, cambiano solo alcuni piccoli dettagli. Se nella sua prima apparizione in Miss Marple e i tredici problemi l’arzilla vecchietta sembra austera, e così anche in La morte nel villaggio, in questo romanzo più «maturo» la vediamo si dimostra più coinvolta, forse anche per la conoscenza diretta di una delle vittime.

Dal romanzo sono stati tratti due episodi di due serie tv distinte, una con Joan Hickson nei panni della zitella di St. Mary Mead, l’altra con Julia McKenzie. Ed è forse Polvere negli occhi una delle storie migliori per fare la conoscenza di Miss Marple.

Non è finita qui. Di questo titolo parleremo in diretta il 3 giugno alle 21 sul nostro canale YouTube insieme a Chiara & Laura di Sisters.Books e a Sara di Istantanea di un libro. Vi aspettiamo, e nel frattempo vi ricordiamo che a giugno, sempre per la #ReadChristie2021, bisogna leggere una storia che ha a che fare con un giardino.

-Davide & Marco

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